Simmetria ingannevole

Narciso emerge dall’ombra, completamente preso dalla visione apparsa nello specchio d’acqua sottostante. Il resto della scena è avvolto dall’oscurità, spicca solo il volto del ragazzo, pieno di meraviglia e di desiderio davanti alla forma che gli appare come in un sogno. La strordinaria invenzione della doppia figura, a mo’ di carta da gioco, conferisce un movimento verticale a tutto il dipinto, il cui fulcro è il ginocchio del giovane che, pienamente illuminato, fa emergere la specularità circolare dell’intera rappresentazione.
L’opera di Caravaggio, al quale è stata attribuita dopo numerose dispute, è uno splendido esempio di come l’arte possa rappresentare, in una sola immagine, l’eterno conflitto tra visione ideale e complessità della realtà.
Narciso è un personaggio della mitologia greca che, reso superbo e insensibile dalla sua bellezza, disprezza e respinge ogni persona che lo ama, compreso il dio Eros. Il più tenace tra i suoi spasimanti è un giovane di nome Aminia, al quale Narciso dona una spada perché si uccida e metta fine così ai suoi tormenti amorosi. Aminia, disperato per essere stato respinto tanto duramente, si uccide invocando gli dei perché lo vendichino.
La vendetta giunge quando Narciso vede la sua immagine riflessa in una fonte d’acqua. Dopo essersi perdutamente innamorato di se stesso, viene colto dalla disperazione, consapevole che non potrà mai appagare il suo amore. E’ così che, in una sorta di simmetria circolare, si uccide con la stessa spada che ha donato ad Aminia.
In conclusione, se la vita del narcisista è dominata dal principio di piacere, l’effetto conclusivo della sua continua ricerca di bisogni inappagabili ne è il completo rovesciamento: la realizzazione dell’istinto di morte. L’autodistruzione è effetto dell’egocentrismo e della mancanza di consapevolezza che ne consegue, che produce azioni in contrasto con la propria natura e con i veri valori dell’esistenza umana. Il carattere narcisistico è rinchiuso in una dimensione circolare che lo spinge a ricercare disperatamente il consenso altrui attraverso miti esteriori e superficiali quali la ricchezza, il successo e il prestigio. L’incapacità di uscire da questa gabbia può segnare tragicamente il suo destino come, forse, è accaduto a Caravaggio.

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