Déjà vu

Coloro che speravano che la parabola discendente imboccata dalla Lega potesse aprire una nuova stagione della politica italiana hanno dovuto subito ricredersi: il vuoto creato dal gregge padano ormai sbandato e disperso è stato immediatamente occupato da un nuovo soggetto che, per quanto simpatico e spumeggiante, di politica da l’impressione di capirne meno del Trota.
Beppe Grillo non può nemmeno definirsi un demagogo perché la demagogia, cioè l’arte di illudere la gente utilizzando argomenti affascinanti ma irrealizzabili e fasulli, richiede comunque la conoscenza degli strumenti classici della retorica e della dialettica politica. Umberto Bossi lo è certamente un demagogo, poiché ha saputo allettare per quasi vent’anni i suoi elettori facendo leva sulle loro ansie, le loro insicurezze e le loro ambizioni, proponendo ricette magiche che di certo non ne hanno risolto i problemi ma che, in compenso, hanno fatto prosperare tutti i componenti del suo entourage, familiari e non.
In Beppe Grillo di tutto ciò non si scorge neanche l’ombra: si vede chiaramente che è una brava persona, anche se in passato ha avuto qualche grana giudiziaria, che è animato da un sincero disgusto verso lo stato attuale, davvero miserabile, in cui versa la politica italiana e che, come tanti, auspica una radicale opera di pulizia verso quel recinto chiuso dominato dalle ambizioni e dalle rivalità che è ormai divenuto il nostro parlamento.
A parte questi sentimenti, più che condivisibili, Grillo non ha saputo mettere in campo nessuna idea concreta per riformare il cadavere in putrefazione della politica italiana. La sua verve brillante e spiritata lo aiuta a strappare applausi ogni volta che appare in pubblico, ma il diktat emanato dopo il felice risultato di domenica scorsa ai rappresentanti del suo movimento di non accettare inviti ai dibattiti televisivi lascia trapelare il timore che questi ultimi facciano emergere il vuoto propositivo che regna tra gli adepti del comico genovese.
L’unica cosa che abbiamo capito chiaramente è che Grillo è un grande sostenitore delle energie rinnovabili e che vorrebbe coprire i tetti delle abitazioni e degli edifici di questo paese con centinaia di migliaia di pannelli solari, sia per abbassare la bolletta energetica nazionale sia per consentire ai proprietari degli immobili di guadagnare qualche soldino vendendo l’energia così prodotta. Nobile intendimento, sicuramente, ma che andrebbe articolato ed esposto in maniera più concreta e che comunque da solo non basta a formare un programma di un partito politico, né di opposizione né di governo. Invece fino ad ora abbiamo sentito solo gag.

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