La pax norvegese \4

Tra i personaggi che hanno svolto un ruolo preminente nel plasmare la politica norvegese nel dopoguerra spicca Kare Kristiansen, un figlio di puttana crudele e bastardo, il cui sguardo gelido e tagliente, unito all’aspetto ieratico, sembra fatto apposta per ricordare all’umanità l’onnipresenza e l’ineluttabilità del Male. Figlio di un pastore luterano, militante nell’Esercito della Salvezza, nasce a Bergen e inizia la sua carriera professionale come telegrafista nelle Ferrovie dello Stato nell’anno di grazia 1940, quando i tedeschi invadono il paese e insediano proprio a Bergen uno dei comandi distrettuali delle SS.
Negli anni dell’occupazione Kare non si segnala né per atti di sabotaggio né per gesti clamorosi di dissenso civile: da fervente cristiano, è probabile che approvasse il conservatorismo dei nazisti sui valori fondamentali della società, in particolare sul ruolo della donna, senza per questo condividerne l’ideologia.
Gli invasori si dimostrano subito molto soddisfatti del sistema ferroviario norvegese, tanto che gli ingegneri della Todt lo amplieranno costruendo la Nordland Line, ancora adesso l’unica linea ferroviaria norvegese che oltrepassa il Circolo Polare Artico, lunga 729 km, e la Sorland Line, di 545 km, che congiunge Oslo con Stavanger.
I tedeschi sono entusiasti della terra scandinava, ritengono che, in caso di sconfitta sul continente, potranno trasformarla nella loro roccaforte difensiva. Per questo, oltre ad un’imponente sistema di fortificazioni lungo la costa, progettano di edificare un’intera città portuale chiamata Nordstern, la Stella del Nord, una metropoli costiera che, nelle intenzioni degli occupanti, avrebbe dovuto ospitare 250.000 – 300.000 persone. Il progetto venne affidato all’architetto prediletto da Hitler, Albert Speer, ma fu presto abbandonato in seguito ai rovesci nella guerra marittima.
Finita la guerra, il giovane Kare inizia la sua carriera politica entrando nel Christian People’s Party, la Democrazia Cristiana norvegese, e facendosi eleggere nel consiglio comunale della città in cui risiede, Nesodden. Cristiano conservatore, legato ai valori più tradizionali della società, si schiera da subito con l’ala più conservatrice del partito, facendo una scelta di campo che manterrà inalterata tutta la vita.
Il suo nemico principale è il movimento di secolarizzazione della società, con la conseguente disgregazione dei valori tradizionali, di cui l’emancipazione della donna diviene il motore propulsivo. Si dice contrario all’aborto in ogni caso e in ogni evenienza, persino quando la gravidanza è causata da uno stupro, anche nel corso di una guerra. E’ una posizione, questa, che i fondamentalisti ribadiranno persino negli anni novanta, mentre infuria la guerra nei Balcani e le donne bosniache stuprate vengono tenute rinchiuse dai militari serbi per impedir loro di abortire.
Negli anni sessanta Kare Kristiansen fa carriera all’interno dell’azienda ferroviaria nella quale lavora, divenendo prima ispettore e poi dirigente. Nel 1969 viene eletto allo Storting, il parlamento norvegese, occupandosi soprattutto di politica estera; scala le posizioni di vertice all’interno del suo partito, tanto che nel biennio 1975-77 ne diverrà presidente, una carica che ricoprirà anche dal 1979 al 1983.
Infine, il grande successo: dal 1983 al 1986 diventa Ministro del Petrolio e dell’Energia, il ministero di gran lunga più importante del paese dopo la scoperta dei giacimenti nel Mare del Nord.
Per l’Occidente sono gli anni della grande svolta, del boom economico che causa il tramonto degli ideali politici e dei sogni di trasformazione sociale dei decenni precedenti. La Norvegia contribuisce abbondantemente alla crescita dell’economia occidentale soppiantando con le sue forniture di petrolio i paesi dell’Opec che avevano tenuto in scacco l’Occidente per tutti gli anni settanta.
Nel 1989 Kristiansen si ritira dalla politica nazionale in segno di protesta contro gli orientamenti prevalenti nel suo partito, che tendono sempre più a sinistra, tanto che nel decennio successivo un esponente del suo partito sarà a capo di un governo di coalizione assieme al Partito Socialdemocratico. Rimane attivo nella municipalità di Nesodden, dove ha cominciato la sua carriera politica, e farà parte del Comitato Norvegese che ogni anno assegna il Premio Nobel per la Pace.
Prima di eclissarsi definitivamente diverrà famoso per un ultimo colpo di teatro che gli conferirà fama e notorietà a livello mondiale: nel 1994 si dimette dal Comitato per il Nobel in segno di protesta contro la decisione di assegnare il Premio per la Pace ad una triade composta da Yitzhak Rabin, Shimon Peres e Yasser Arafat, che lui considera meramente un terrorista arabo indegno di ricevere anche solo una porzione del premio. Da notare che nei giorni precedenti, Rabin e Peres si erano espressi a favore dell’assegnazione del Nobel ad Arafat.
Kare Kristiansen si opporrà anche al ritiro unilaterale di Israele dalla Striscia di Gaza, fino al punto da rifiutare l’invito a presenziare ad una conferenza nella quale sarebbero intervenuti un politico israeliano moderato e il capo rabbino di Norvegia, Michael Melchior ( da notare che la Norvegia è stato il primo paese in Occidente a riconoscere Hamas ). ( fine )

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