La pax norvegese \2

Alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, l’industria pesante tedesca, in particolare quella dell’acciaio, dipende fortemente dalle importazioni di minerale ferroso estratto dalle miniere nel nord della Svezia. Durante l’inverno, il Mar Baltico ghiaccia e i collegamenti via nave si interrompono, pertanto gli industriali svedesi decidono di costruire una linea ferroviaria che, attraversando le montagne della Svezia, giunge fino a Narvik, un porto situato sulla costa settentrionale della Norvegia. Il porto di Narvik rimane aperto tutto l’anno, anche se si trova oltre il Circolo Polare Artico, perché è lambito dalla Corrente del Golfo che mantiene sempre elevata la temperatura dell’acqua, impedendo che ghiacci. Qui le navi mercantili norvegesi caricano il minerale e lo trasportano verso sud, fino alla Germania.
Per proteggere il cammino dei bastimenti e garantire il flusso continuo degli approvigionamenti, Hitler decide di invadere la Norvegia e il 3 aprile 1940, le navi della Marina del Reich si presentano davanti alla città di Oslo. La loro avanzata è ritardata dalla temporanea resistenza di una guarnigione militare insediata nella fortezza di Akershus, resistenza che dura il tempo strettamente necessario a consentire la fuga della famiglia reale e del governo in carica, evitando la capitolazione alle condizioni di resa poste dai tedeschi, ma lasciando intatti nelle mani del nemico porti, aeroporti, arsenali militari e stazioni radio.
La maggioranza della popolazione non sembra per nulla intenzionata a contrastare l’avanzata delle truppe del Reich e Vidkun Quisling può insediarsi al vertice di un governo filo-nazista, coronando le sue ambizioni. Il partito da lui fondato, il Nasjonal Samslin, gode dell’appoggio dei contadini benestanti del sud e dell’est del paese, degli industriali in affari con la Germania, tra cui ovviamente gli armatori, e di un certo numero di cittadini provenienti dalle famiglie più antiche del paese, che costituiscono una sorta di elite morale della Norvegia: ufficiali di carriera, educatori, funzionari, teologi, scrittori e piccoli coloni.
Quisling però non riscuote l’entusiasmo della popolazione, così Hitler lo sostituisce con il ReichsKommissar Josef Terboven, che reggerà le sorti del paese fino al maggio 1942 continuando lo sviluppo delle infrastrutture ferroviarie già programmato e dando il via alla partnership fra la più importante azienda norvegese di allora e di oggi, la NorskHydro, con l’industria chimica tedesca IG Farben, divenuta celebre per aver impiantato uno stabilimento a fianco del campo di Auschwitz, dove sfruttava la manodopera degli internati. La collaborazione serve a costruire nuovi impianti per la fabbricazione dell’alluminio, indispensabile per sostenere lo sforzo bellico dell’industria aerospaziale tedesca.
Nel frattempo Terboven avvia la persecuzione antiebraica che porterà alla distruzione della piccola comunità norvegese: nel maggio del 1940 gli ebrei vengono costretti a consegnare gli apparecchi radio alle autorità tedesche, dopodiché per quasi due anni sono fatti oggetto di atti di vandalismo, intimidazioni e altri divieti, quale quello di suonare le loro musiche tradizionali. Il 7 ottobre del 1942 il comandante delle SS in Norvegia ordina al capo della polizia di arrestare tutti gli ebrei maschi del paese. Quisling, ritornato al potere nel maggio del 1942, emana un provvedimento che stabilisce la confisca delle proprietà ebraiche, il sequestro dei conti bancari, dei gioielli e degli oggetti di valori. Gli ebrei vengono imbarcati sulla nave Donau, evacuati verso Stettino e, da qui, condotti ad Auschwitz via treno. ( continua )

 nella foto la Croce Solare, simbolo dell’ala militare del Nasjonal Samling

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