Questa sera ho un vecchio amico per cena

Eccolo qui, Hannibal Lecter, lo psichiatra cannibale che guida la volenterosa recluta dell’FBI Claire Sterling, alias Jodie Foster, nella caccia al serial killer Buffalo Bill, così soprannominato per l’abitudine di rapire donne in sovrappeso per poterle scuoiare più facilmente.
Buffalo Bill, il cui vero nome è Jame Gumb, è un bisessuale che si crede transessuale, troppo disturbato mentalmente per poter beneficiare di un intervento chirurgico per cambiare sesso, e pertanto pervaso da una rabbia folle e primitiva che lo porta ad infierire selvaggiamente sulle sue vittime. Clarice intuisce la connessione tra una delle vittime e il suo assassino e, dopo averlo scovato, riuscirà ad ucciderlo, ma nel frattempo Hannibal Lecter fuggirà di prigione e farà perdere le sue tracce.
Il Silenzio degli Innocenti è un film che ha veramente segnato un’epoca, non solo per il record di aver vinto i 5 premi Oscar più importanti ( miglior film dell’anno, miglior regia, miglior attore, miglior attrice e sceneggiatura non originale ), ma anche per avere segnato indelebilmente l’immaginario collettivo.
La spietata crudeltà di Hannibal Lecter, quasi  un alter ego dello psichiatra direttore del Chesapeake State Hospital, sostenuta da un’intelligenza fuori dal normale e da una sincerità tanto limpida quanto  brutale, sembra dettare i ritmi e i tempi dell’azione, sovrastando nettamente la figura insicura e arrancante di una Jodie Foster tormentata dai propri fantasmi e traumi infantili. “Gli agnellini hanno smesso di gridare?” le chiederà beffardamente Lecter nel corso dell’ultima telefonata, tre anni dopo la morte di Buffalo Bill, interrompendo la festa della promozione della Sterling/Foster per preannunciare l’agognata vendetta contro il direttore dell’ospedale psichiatrico nel quale è stato a lungo detenuto.

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