Islam e radici cristiane

C’è un personaggio, nel mio romanzo, che si chiama Paolo Zanotti ed è l’immaginario presidente della sezione locale di un’altrettanto immaginaria associazione di esuli dall’Istria i quali, oltre a voler riconquistare le terre di origine all’Italia, si oppongono ferocemente sia all’ingresso della Turchia nell’Unione Europea che alla costruzione di nuove moschee sul suolo italiano.
Il personaggio di Zanotti è completamente inventato, ma mi dispiace quasi ammettere che a volte la realtà offre spunti molto più avvincenti di quanti possa concepirne la fantasia degli scrittori. La ripresa della retorica anti-islamica degli ultimi giorni, con le copie del Corano bruciate sulla pubblica via e le feroci rappresaglie da parte degli integralisti contro inermi funzionari dell’ONU, lascia pensare che in giro ci siano molte più persone di quanto non si creda pronte a sorbirsi le balle appassionate ed incoerenti dello Zanotti di turno.
Le campagne contro il burka, oppure in favore del crocifisso nelle aule scolastiche e nei locali pubblici, sembrano raccogliere il favore di un universo umano animato da delusioni, rancori e paure, che si sente profondamente spaesato di fronte alla marea montante degli immigrati provenienti dal Terzo Mondo e reagisce aggrappandosi al salvagente rassicurante di simboli che gli sono sì familiari ma dei quali, probabilmente, non riesce neppure a cogliere pienamente il significato.
Come spiegare, altrimenti, la virulenza e l’aggressività con la quale si  promuovono cause umanitarie nobili e generose che, proprio per questo, meriterebbero di essere proposte al pubblico con ben altro spirito rispetto alla veemenza di certi relatori. Per non parlare poi della questione del crocifisso nelle aule scolastiche, che dicono alcuni, si potrebbe risolvere esponendo nelle stesse aule anche un simbolo caro ai musulmani. E le altre religioni? E quelli che non credono? E quelli che magari credono, ma non hanno nessuna voglia di trovarsi le scuole piene di simboli che non c’entrano nulla con l’attività didattica propriamente detta?
Devo riconoscere, quasi con sconforto, che il mio Zanotti è fin troppo moderato rispetto a certi sostenitori della tolleranza e dell’occidente cristiano. E pensare che io credevo di aver delineato in maniera realistica un pericoloso estremista fanatico…

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