Il distintivo \3

Le attività del LAPD sembrano avvolgere l’intera società losangelena in una ragnatela protettiva, la vita del monolite non si limita a perseguire il crimine, ma anche a prevenirlo. La riorganizzazione del dipartimento, avvenuta alla fine degli anni quaranta, pone fine alle tendenze reazionarie e conservatrici che si manifestavano puntualmente nella persecuzione degli scioperi e delle attività sindacali, instaurando un nuovo clima riguardo ai conflitti sociali.
Una simile evoluzione avviene anche nei confronti delle minoranze di colore, il cui disagio si manifesta, a livello giovanile, attraverso le esplosioni di violenza delle gang. Vengono instaurate forme di coordinamento con le scuole che conducono al risultato di reintegrare nel tessuto scolastico molti giovani che sembravano avere già preso la via dell’emarginazione.
Tutto ciò avviene nonostante il nuovo capo, William Parker, sia tutt’altro che entusiasta di intrattenere rapporti con le minoranze etniche, verso le quali mostra spesso insofferenza e irritazione. Eletto nel luglio 1950 dopo una sorta di ballottaggio durato svariati mesi e risoltosi solo dopo la morte di uno dei componenti della commissione incaricata di effettuare la scelta (il defunto era favorevole al suo oppositore), Parker indicherà subito, come principali nemici dell’autorità di Polizia, i criminali, i comunisti e i difensori delle libertà civili che invocano restrizioni al potere delle forze dell’ordine.
Stranamente, sotto la sua guida, il Dipartimento di Polizia subirà un’evoluzione in senso democratico.

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