In caduta libera

Nicolai Lilin ha fatto il cecchino per due anni all’interno di un gruppo d’assalto dell’esercito russo, nel corso della Seconda Guerra in Cecenia (1999-2006). Arruolato a 18 anni, come molti suoi coetanei, finisce nel reparto dei Sabotatori, di gran lunga il più rischioso di tutto l’esercito, con il compito di “proteggere i miei compagni negli spostamenti, partecipare alle azioni come assaltatore e stanare e uccidere i cecchini nemici collaborando con gli altri reparti».
Questo libro è un resoconto della sua esperienza. Scritto in un stile chiaro ed obiettivo, Caduta Libera, pubblicato da Einaudi, è la testimonianza più viva di come un individuo per sua natura refrattario alla disciplina militare possa venire trascinato suo malgrado dentro gli orrori e le crudeltà della guerra, fino ad annullarsi e perdere di vista la basilare distinzione tra bene e male, giusto e sbagliato, morale ed immorale, per trasformarsi così in un perfetto ed efficiente automa, dispensatore di sofferenza e di morte.
Il romanzo documenta in maniera esemplare le fasi salienti della carriera di cecchino di Lilin, senza trascurare nulla. A partire dagli inizi come addetto alla raccolta dei cadaveri, passando per le incursioni notturne contro i ribelli accampati in mezzo ai boschi tra le montagne del Caucaso, fino agli scontri senza quartiere tra i caseggiati in fiamme delle grandi città; per terminare, infine, con il resoconto delle sevizie e delle torture inflitte freddamente ai civili di un tranquillo paesino di montagna per estorcere loro informazioni utili alla scoperta di un covo di ribelli della guerriglia.
Il lettore viene preso per mano e condotto quasi con dolcezza nella vita quotidiana di un soldato in guerra, dentro ad un universo dove non esiste pietà per il nemico, neppure per quello indifeso e disarmato, e nel quale le uniche manifestazioni di calore e di umanità sono rivolte nei confronti dei commilitoni, unica ancora di salvezza nei momenti di difficoltà.
Una testimonianza vera e viva di una delle guerre più sanguinose che si siano combattute negli ultimi anni, alimentata, tra l’altro, dal continuo flusso di armi provenienti dai paesi occidentali tra i quali (c’è bisogno di dirlo?) l’Italia e la Repubblica di San Marino.

Il sito dello scrittore Nicolai Lilin

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