Delitti in famiglia

Questa è veramente una bomba. La notizia dell’arresto di Sabrina Misseri con l’accusa di concorso in omicidio della cugina Sarah Scazzi aggiunge una pagina inedita alla nostra personale galleria degli orrori mass mediatici. Secondo la procura di Taranto, la cuginetta di Sarah, quella che si stracciava le vesti in piazza prima per cercare la cugina scomparsa, poi per accusare le perverse mostruosità del genitore, è stata complice attiva nel delitto. E non solo sul piano fisico (secondo il padre Michele Misseri era lei a tenerla ferma mentre lui la strangolava) ma anche, se posso usare questo termine, morale. Perchè Sarah, che era già stata molestata dallo zio, non sarebbe mai scesa nel garage di casa Misseri se la cugina non l’avesse invitata più volte a scendere chiamandola con la sua voce. Pare che le due ragazzine, qualche giorno prima, avessero litigato per via di un ragazzo del quale entrambe si erano invaghite, e il litigio potrebbe essere stata la molla che ha spinto Sabrina a coadiuvare il padre nell’omicidio, anche se, a questo punto, è facile immaginare che la realtà familiare dei Misseri nasconda aspetti molto torbidi.
Per ora la ragazza nega tutto e c’è solo la confessione del padre ad inchiodarla, ma per gli inquirenti è sufficiente, anche perché la nuova versione dei fatti mette a posto all’improvviso una miriade di dettagli che fino ad ora sembravano non quadrare, compreso il particolare che Sabrina sia apparsa così sconvolta quando, pochi minuti dopo il delitto, l’amica Mariangela è arrivata sotto casa sua con l’auto per accompagnare entrambe le cugine al mare.
In attesa degli ulteriori sviluppi che potranno confermare o smentire le decisioni dei magistrati, rimane l’impressione di stare per assistere ad una vicenda dai risvolti cupi e oscuri, almeno quanto il pozzo nel quale è stata gettata Sarah Scazzi.

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2 Responses to Delitti in famiglia

  1. massimo says:

    Ciao, scopro con sorpresa che sei anche tu di Bologna scrittore di gialli, come me e più giovane di me, vieni a trovarmi nei miei blog quando ti capita.
    Una sola considerazione sul caso Scazzi.
    la realtà supera sempre la fantasia e quando gli editori mi dicono che a volte esagero nei miei romanzi a volte mi chiedo in che mondo vivano.
    Un giallo con tutte le caratteristiche giuste questo, solo una cosa non mi permetterebbe di leggerlo … i personaggi … troppo squallidi.
    ciao

  2. Enrico says:

    Ciao Massimo, grazie per il commento. In realtà io vengo da Riccione, anche se lavoro e vivo a Bologna per buona parte della settimana. Ho già avuto modo di leggere i tuoi post e li trovo molto interessanti. Immagino che con l’esperienza maturata nell’ambito dei servizi sociali e della psichiatria ne avrai viste di tutti i colori. In realtà, credo di averne viste di tutti i colori pure io, anche se faccio un lavoro molto più asettico, visto che sono informatico. Il problema è che a volte è veramente difficile tracciare un confine netto tra follia e normalità, oppure definire che cosa sia l’una e cosa sia l’altra, come giustamente osservava Basaglia.
    Appena ne avrò il tempo mi piacerebbe leggere uno dei tuoi libri, magari possiamo fare uno scambio alla pari
    Ciao

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