Andrea Camilleri – L’intermittenza

L’ultimo romanzo di Camilleri (il quarto negli ultimi sei mesi) descrive una vicenda ambientata nel non-luogo dell’alta borghesia milanese colpita dalla crisi degli ultimi anni. C’è una grande azienda il cui anziano proprietario, piuttosto che lasciare il comando al figlio incapace, ne ha preferito affidare la gestione ad un direttore generale feroce e rapace, un uomo perennemente a caccia di donne da sedurre ma che, allo stesso tempo, quasi per contrappasso, ama infierire brutalmente nei confronti della bella moglie con gesti di violenza sadica e brutale, quasi da psicopatico.
C’è il proprietario di un’altra azienda, più piccola della prima, che si trova a corto di liquidità ed è costretto a svenderla a quella più grande facendosi prendere per il collo dal direttore generale, il quale trova anche il modo di sedurre la figlia, una consulente in carriera che non si fa scrupoli di finire a letto con l’uomo che sta azzannando alla giugulare il padre. E poi ci sono una miriade di altri personaggi che ruotano attorno alle due aziende e le cui vicende tragicomiche finiranno per confluire nel sorprendente finale. Un libro veloce e scorrevole, che si legge in fretta e piacevolmente, anche senza essere ravvivato dalla presenza dell’immortale commissario Montalbano.

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