Veit Heinichen – Morte in lista d’attesa

Un romanzo dedicato a Trieste, città che viene descritta con toni a volte ironici ed affettuosi, altre volte disincantati ed amari da questo scrittore tedesco trapiantato in Italia che ama scrivere romanzi gialli con i quali affronta in maniera cruda e realistica i punti dolenti della società moderna. D’altra parte lo stesso autore ha dichiarato: “Il contesto sociale è cambiato negli ultimi anni, ci sono nuovi delitti, immigrazione di clandestini, il fatturato mondiale di uomini ha superato quello della droga, e poi c’è il traffico di organi che è un fenomeno provocato dall’avanzamento delle tecnologie. Il delitto accompagna il progresso sociale e viceversa. E il giallo è il mezzo di trasporto ideale per raccontare tutti questi punti che bruciano.”
“Morte in lista d’attesa” è un libro che rimane fedele a questa dichiarazione d’intenti. Il protagonista, come in tutti i romanzi di Heinichen, è il commissario Proteo Laurenti, che già dal nome si intuisce essere costretto a mutare in continuazione stile e condotta per riuscire a rimanere a galla nell’ambiente avvelenato della Questura di Trieste. Soprattutto, il commissario Laurenti si deve dimostrare proteiforme e molteplice per poter penetrare con le sue indagini negli ambienti altolocati della sua città, che appaiono come un’intricata matassa composta di clientele e di corruzione, dove la politica ha infettato tutto e tutti.  La vicenda si svolge sullo sfondo di una Trieste che da poco ha riscoperto la sua antica vocazione di crocevia tra Occidente ed Oriente, fra Nord e Sud del mondo, ma che, nonostante la rinascita, sembra non riuscire a scrollarsi di dosso il rimpianto per un passato glorioso e irripetibile.

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