FRACAS-CASTELLINI, DAL 20 SETTEMBRE SU MACADEMIA

Ricordando l’appuntamento fissato per domani sera 20 settembre per la FESTA DI INIZIO ANNO di MACADEMIA, una bella occasione per conoscere le future attività della Scuola, incontrarsi, iscriversi e gustare le leccornìe che ciascuno desidererà spontaneamente offrire (tutti i dettagli qui: http://www.facebook.com/event.php?eid=250571461649424),

proseguiamo con l’intervista a Fabio Fracas, già postata qui su questo blog:http://hotmag.me/emozioni/2011/09/10/l%e2%80%99universo-poetico-e-non-di-fabio-fracas-intervista-a-quattro-mani-con-lucia-cucciolotti/

intervista a Fabio Fracas di Lucia CucciolottiD:   Contrappunti” (http://www.dbooks.it/libreria/scheda/97/12/poesia/contrappunti.html ) un nuovo libro di poesie scritto insieme a Federica Castellini: Si può considerare questa opera scritta a 4 mani come un maturo prosieguo dei Lunghi viaggi in spazi brevi?

R: No, Contrappunti e Lunghi viaggi in spazi brevi sono due opere distinte e nate con differenti motivazioni e finalità. Contrappunti è un libro di poesie, anche liriche, dove ognuno dei componimenti presentati al lettore contribuisce a costruire un quadro più vasto e complesso. Un quadro che mostra isolati ma più spesso assieme, i tratti poetici miei e di Federica Castellini.

D: Presentaci Federica Castellini che conosciamo indirettamente dalle sue liriche!

R: Federica Castellini è un poetessa padovana che ho avuto modo di conoscere circa 10 anni fa, quando ha deciso di frequentare i corsi di letteratura che tenevo a Padova. Durante quei primi incontri ho avuto modo di conoscerla meglio e sono rimasto colpito dalla sua tenacia, dalla sua forza di volontà e dalla passione poetica che emanava e riusciva a trasmettere nei propri lavori. In particolare, nel realizzare delle liriche che poi venivano abbinate ai quadri del pittore Mauro Mazza. Un amico purtroppo scomparso qualche anno fa. La sintonia della visione culturale, unita alla comune passione per la letteratura e la poesia, ci hanno poi suggerito di creare qualcosa assieme ed è così che abbiamo deciso di fondare, nel 2004, MacAdemia, la nostra scuola di scrittura.

D: Contrappunti inaugura una linea editoriale nuova in dbooks.it: la collana MacAdemia, da te curata. Ce la presenti?

R: Esattamente: e non è un caso che il primo titolo della nuova collana sia stato scritto proprio dai fondatori di MacAdemia. È come chiudere un cerchio: adesso MacAdemia, grazie alla disponibilità e alla fiducia di dbooks.it, ha un nuovo strumento a disposizione per far crescere la cultura e per promuovere la pubblicazione di testi letterari e poetici, dotati di quel qualcosa in più, dal mio punto di vista, capace di fare la differenza. Il secondo volume della collana è già in fase di completamento e dovrebbe uscire tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Per farti capire l’eterogeneità dei contenuti della collana MacAdemia, ti anticipo che si tratterà di un libro per ragazzi. Una vera sfida per il nostro attuale mercato editoriale!

D: Vuoi spiegare ai Lettori la modalità di pubblicazione di un testo con la collana MacAdemia?

R: In realtà è molto semplice: basta mandarmi il testo rigorosamente via e-mail all’indirizzo della scuola, info@macademia.it; avere moltissima pazienza e sapersi mettere in gioco. Come ho già spiegato, la caratteristica principale della collana MacAdemia è che tutti i libri che la compongono devono essere personalmente approvati da me e sottoposti al mio editing. Quindi, se un testo non mi colpisce – per un qualsiasi motivo – oppure se l’autore non è disponibile a modificarlo sulla base delle mie indicazioni, non verrà pubblicato. Inoltre, rilascerò solo pochi titoli all’anno cercando di dare la precedenza a quelli che richiedono un minore – e più mirato – intervento. Questo significa che, anche se un testo venisse approvato ed editato, potrebbero volerci comunque anni prima di vederlo pubblicato all’interno della collana. Mi rendo conto che è una metodologia molto frustrante per chi desidera riconoscimenti immediati ma è l’unica che mi consente di ottenere i risultati che desidero, sia in relazione alla novità delle proposte, sia alla loro qualità.

D: Gustando le liriche di Contrappunti, benché lette con gli occhi attraverso lo schermo di un tablet e toccate con le dita nel cambiare pagina, il mio animo vibrava sentimenti ed emozioni universali: ho ritrovato la rabbia, l’odio e la paura (in Tenebra), lo struggimento di una attesa mai colmata (in L’attesa), il caldo fuoco della passione (in Prima, nel cuore), l’infelicità e la solitudine di un’anima (in Fantasma). Quali punti di forza trovi nell’espressione poetica dell’Esistenza piuttosto che in quella del romanzo o di un racconto, che contiene un numero maggiore di parole e diverse regole?

R: Come sai, sono anche un musicista e quando studiavo al conservatorio di Pesaro, nel decennio fra il 1975 e il 1985, mi capitava di rimanere spesso stordito dalle tante differenti musiche e sonorità che permeavano l’aria. Lì, mi è stato facile capire perché esistessero tanti differenti strumenti e come fosse importante che ciascuno di essi venisse suonato al meglio e in modo diverso, da tutti gli altri. Un’arpa non sostituirà mai un flauto perché se lo imitasse sarebbe, appunto, un’arpa che imita un flauto. Così, nella letteratura esistono differenti modi di scrivere adatti ai vari argomenti e ai diversi generi. Come gli strumenti. Anche la poesia è uno strumento, capace di smuovere corde molto delicate dell’animo umano e di propagare emozioni che vibrano, a volte violentemente, dentro di noi.

intervista a Fabio Fracas di Lucia CucciolottiD: Passiamo all’opera “Lunghi viaggi in spazi brevi” pubblicato da dbooks.it nel 2010: puoi spiegarci il significato dei simboli e delle frecce accuratamente direzionate, che vanno a costruire, come una mappa del tesoro, l’indice da te disegnato a mano?

R: Ogni viaggio uguale a se stesso; ogni viaggio diverso. Quelle frecce – e l’intero percorso che disegnano – non hanno un solo significato o un’unica valenza. Ciascun lettore può scegliere di farle proprie o di osservarle dall’esterno, come se non le riconoscesse. È una decisione personale, com’è giusto che sia.

D: In punta di piedi – a pag. 52 – sembra rispondere da sola alla mia nuova domanda: “ho voglia di aprire le porte del cuore”. E fai anche di più con queste liriche: ti metti a nudo. E indifeso ti lasci attraversare, permettendo al lettore-viaggiatore di esplorarti a fondo. Spiegami il perché di questa immolazione.

R: Perché la chiami “immolazione”? Credo che si tratti, semplicemente, di una scelta coerente con il mio modo di rapportarmi alla vita e alle sue meraviglie. Sono un uomo alla perenne ricerca e dotato di un’enorme curiosità. Dal mio punto di vista, non è possibile approcciare la natura intima della realtà se ne diventiamo noi stessi dei filtri. Il mio lasciarmi attraversare, come tu lo definisci, permette a chi legge le mie composizioni, di andare direttamente al cuore delle emozioni e delle sensazioni che sto evocando e di farle proprie. Anche per questo motivo, rileggendo gli stessi testi in momenti diversi o con differenti stati d’animo, può capitare di scoprirvi significati che, in un primo momento, non si erano colti.

D: A volte nel tuo viaggiare rallenti, sfinito e stanco del vuoto, colmo di malinconia e desolazione, ma a pag. 74 scrivi “anche io potrei farlo, fermarmi, ma invece continuo”: dimmi Fabio, il segreto di questa inesauribile voglia di vivere e di andare avanti!

R: La vita stessa è un segreto meraviglioso. È la mia fonte di energia. Cercare di tradurla in parole, immagini e suoni è uno stimolo straordinario e inesauribile.

D: Sei perfettamente riuscito nel “volo diretto verso il centro dell’uomo” leggiamo in Perdersi di pag. 115 e con soave musicalità delle parole hai fatto volteggiare il lettore con te! Quale posto ha l’amore in tutte le sue dimensioni (fisica, mentale e spirituale) nel tuo viaggio?

R: L’amore è il perno attorno a cui ruota tutto e che consente a delle semplici parole di trasformarsi in emozioni. Leggere, in fin dei conti, è un atto d’amore: ci perdiamo fra le pagine di un libro come faremmo fra le braccia di una persona cara. Esistono tantissimi e differenti, tipi d’amore e nei miei libri cerco di dare voce a ciascuno di essi di modo che la nostra consapevolezza ne esca arricchita e rinfrancata.

D: Un’ ultima domanda, dopo il silenzio pesante che scende ad ogni lirica goduta, dopo le faticose cure del vivere per far vivere quelle Rose malgrado domani moriranno: tu sei Felice?

R: E tu lo sei un po’ di più, dopo aver letto il libro?

D: Si hai colto nel segno! Mi fa bene saziarmi delle tue liriche!

About emozioni

Lucia Cucciolotti Consulente Filosofica ADHD homework Tutor, difficoltà di apprendimento e fragilità di attenzione Esperta in alfabetizzazione emotiva
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