Il GRAS al vaglio degli Storici

Una nuova scadenza sta per essere raggiunta dagli addetti ai lavori del Grande Romanzo Aperto secondo il metodo Sic, e sono ancora i Fondatori Gregorio Magini e Vanni Santoni (che vediamo ritratti nella foto) a darci notizia:

“In questo momento la bozza è al vaglio degli storici e dei revisori, che hanno come deadline il 16 novembre. Una volta raccolte tutte le schede revisione, cominceremo con le correzioni e passeremo poi alla rilettura finale; contiamo dunque di avere la bozza definitiva per la fine di dicembre” .

 In attesa di altre nuove notizie da parte della Redazione del Grande Romanzo Aperto Sic torniamo invece indietro nel tempo per leggere una intervista rilasciata da Santoni & Magini a febbraio 2010 alla sottoscritta, sulla nascita di questo grande progetto e sulle caratteristiche metodologiche tipiche della Scrittura Industriale Collettiva.

La parola passa di nuovo ai Fondatori. Buona lettura!

Intervista a + mani sul GRANDE ROMANZO APERTO SIC   

 

 Un saluto alla Redazione e per le presentazioni iniziali Vi invito a raccontare  CHI si nasconde dietro tale titolo…

 Salve!  Dietro al titolo “Redazione” ci sono i due scrittori che hanno ideato il metodo, Vanni Santoni e Gregorio Magini, 31 e 29 anni rispettivamente.

 Come e quando nasce il metodo SIC?

 Io e Gregorio ci siamo conosciuti tra le pagine della rivista letteraria «Mostro», di cui lui era uno dei fondatori. Il progetto SIC nasce nel novembre del 2006 (e si concretizza nell’aprile 2007): alla chiusura della rivista, essendo per noi l’esperienza letteraria anche questione di socialità – basti pensare alle infinite riunioni in cui ci trovavamo a leggere i rispettivi racconti – sentivamo così il bisogno di fare qualcosa insieme. L’idea di un progetto di scrittura collettiva nacque dall’incrocio di due nostre passioni esterne alla letteratura ma fortemente connotate nella direzione della produzione collettiva di contenuto, il gioco di ruolo per me e l’open source per Gregorio. L’idea alla base della SIC è rompere con la scrittura collettiva “a staffetta” (quella in cui, per capirci, ognuno scrive un pezzetto) e fornire un metodo di scrittura collettiva che fosse un vero processo collettivo, efficiente e utilizzabile da tutti. I principi base della SIC sono la divisione del lavoro (su cui spicca l’assoluta distinzione tra chi scrive – scrittori – e chi compone – direttori artistici -) e la scomposizione della narrazione nei suoi elementi (tramite schede personaggio, luogo, situazione, etc.) che solo successivamente vengono ricomposti.

Dopo alcune riunioni mirate, uscimmo con una prima bozza di metodo e tre obiettivi dichiarati:
– Far diventare la scrittura collettiva dei piccoli gruppi una prassi letteraria.
– Scrivere un grande romanzo aperto, un romanzo collettivo da centinaia di utenti, che sia innanzitutto un buon libro.
– Dare vita a una rete di lettori e scrittori attenti all’innovazione e sensibili al tema della condivisione del sapere.
 

  La conseguente produzione letteraria secondo tale metodo in cosa consiste?

 Finora oltre al GRAS (Grande Romanzo Aperto SIC) attualmente in lavorazione, il metodo SIC ha prodotto quattro racconti (Il Principe, Un viaggio d’affari, Notturni per ipermercato e Il sopralluogo) e un romanzo breve (Alba di piombo), tutti scaricabili gratuitamente da http://www.scritturacollettiva.org/biblioteca/pubblicati

Un bel giorno, verso la fine di febbraio 2009, ero  in giro per il web e accolsi l’invito a partecipare alla stesura di un “Romanzo a cento mani”: la prima impressione che ne ebbi fu quella di trovarmi dinanzi ad un’ Opera Grandiosa  da Voi ideata. Rispetto alla iniziale previsione di lavoro – dopo un anno  – cosa è cambiato o come si evoluta la Vs. iniziativa?

 Stiamo rispettando la tabella di marcia. Com’è ovvio, i tempi si sono estesi di qualche mese, ma noi stessi siamo sorpresi di quanto agilmente il progetto stia andando avanti. La base metodologica, narrativa e storica (si tratta infatti di un romanzo storico ambientato durante l’occupazione tedesca in Italia) su cui si regge il libro è solida e i lavori procedono senza intoppi.

Crediamo che le ragioni principali di tutto questo siano il lungo periodo di rodaggio – due anni per cinque opere – che ha avuto il metodo, l’ottimo livello medio degli scrittori che hanno aderito al progetto e la fortuna di aver trovato, grazie ai precedenti racconti SIC, due uomini d’acciaio come Stefano Bonchi e Stefano Pizzutelli, in grado di affiancarci nell’oneroso lavoro di direzione e composizione.

 In una email del 27/02/2009 inviata dalla Redazione agli Scrittori leggiamo: “Siamo felici di annunciare ufficialmente l’inizio dei lavori del grande romanzo aperto SIC.  Un romanzo a più di 100 mani (306, al momento), che sia anche un buon libro: l’impresa è di quelle mai tentate prima, ma abbiamo dalla nostra un metodo di scrittura collettiva ben rodato, che ha già prodotto quattro racconti e un romanzo breve, e 153 cervelli, cuori, culture. Siamo quindi certi che con l’impegno e la dedizione di tutti riusciremo a portare a termine con successo l’impresa”. Ad oggi, circa dopo un intenso anno di lavoro, le Vs. previsioni sono realizzate?

 Senz’altro. Essendo a un terzo della stesura, e a – stimiamo – tre quarti del lavoro complessivo, possiamo dirci certi che l’esperimento sia stato un successo, almeno a livello metodologico e formale; la collettività ha portato quello che ci aspettavamo: la molteplicità di punti di vista, culture e sensibilità necessaria per lavorare con un periodo storico così complesso. Per vedere se è stato un successo anche a livello letterario occorrerà aspettare la fine del romanzo.

 Quali sono i pro e i contro di un evento di tale portata? Come riuscite ad unificare più di cento mani, cervelli, stili di scrittura, modi diversi di interpretare in un unico risultato?

 Il “pro” cruciale è senz’altro la molteplicità dello sguardo: la narrazione assume un carattere multidimensionale e un notevole livello di dettaglio in modo quasi automatico, con molto meno sforzo rispetto alla scrittura individuale: questo perché col metodo SIC ogni volta, ad ogni personaggio, luogo, situazione, i direttori artistici hanno a disposizione  svariate “versioni” della stessa cosa e scelgono sempre la migliore. Un altro vantaggio è l’ottimizzazione di ciascuno: poniamo che uno scrittore non sia in vena e consegni una brutta scheda individuale… In una narrazione individuale – ma anche in una narrazione collettiva a “staffetta” – quello sarebbe semplicemente un brutto momento del libro; il metodo SIC permette di “salvare” le idee o i passaggi buoni (ce ne sono quasi sempre) in composizione, inserendoli nella scheda definitiva anche se magari sono l’unica cosa “scelta” di quella individuale.

Per quanto riguarda l’unificazione, il segreto sta, più che nel buonsenso e nell’abilità dei DA, nel metodo stesso. Il passaggio chiave in questo senso è il momento in cui gli scrittori ricevono indietro le schede definitive e, rileggendole, abbandonano la visione personale – ad esempio, di un certo personaggio – in favore di quella condivisa. Questo processo avviene continuamente, per tutti gli elementi della narrazione, e il risultato è che pian piano che si va avanti le schede di tutti gli scrittori da vettori che schizzano un po’ in tutte le direzioni si allineano in una direzione comune, che paradossalmente è definita da loro stessi. Nel Grande Romanzo Aperto, che per la lunghezza e il numero enorme di scrittori era più esposto a questo rischio, abbiamo aggiunto una ulteriore fase, quella trattamento, in cui gli scrittori hanno ampliato e approfondito il soggetto originario, diventando così ancora più consapevoli del lavoro collettivo e della direzione della narrazione.

Per chi volesse approfondire la questione metodologica, consigliamo la lettura del nostro “manuale”, qui: http://www.scritturacollettiva.org/documentazione/manuale-di-scrittura-industriale-collettiva

  In una email la Redazione spiegava così le fasi del lavoro agli Scrittori: “Il lavoro sarà diviso in quattro macrofasi: schede (le classiche schede SIC: personaggi, locazioni, etc.), sceneggiatura (novità GRAS: si tratta di un momento preliminare di definizione specifica degli eventi – tramite schede – volto a far sì che si possa lavorare alla stesura vera e propria in ordine non necessariamente cronologico); stesura (ovvero le buone vecchie schede situazione) e infine postproduzione (montaggio, editing, etc.). Speriamo che tutti voi sarete con noi fino al momento in cui scriveremo la parola FINE”:  ci spiegate meglio la fase di NOVITÀ della sceneggiatura e quale importanza riveste nell’ordine generale dei lavori?

 La fase sceneggiatura – poi ribattezzata “fase trattamento” per maggiore precisione – è la principale innovazione al metodo SIC introdotta nel GRAS e si è rivelata non meno che fondamentale. In buona sostanza, dopo aver sviluppato personaggi e luoghi sopra la prima versione del soggetto, agli scrittori era chiesto di arricchire il soggetto stesso con snodi narrativi, suggerimenti su come approcciare i vari momenti della vicenda ed elementi chiave presi dalle schede definitive pubblicate fino a quel momento. Lo scopo era duplice: rendere il soggetto pronto – ovvero dettagliato a sufficienza – per una stesura ampia, e far “ripassare” l’intera vicenda agli scrittori e ai direttori artistici, che si sono così approcciati alla scrittura vera e propria con un’idea piuttosto chiara dei molteplici eventi previsti dal romanzo.

  La prima fase (febbraio-aprile 2009) è stata quella di raccogliere aneddoti , storie e documentazione sul periodo 1943-’45, materiali dai quali scaturirà il soggetto: quali interessanti testimonianze sono pervenute alla Redazione?

 Abbiamo ricevuto oltre 200 pagine di aneddoti e documenti di ogni genere, con un’ampia distribuzione geografica, al punto di coprire l’intero territorio italiano, tutti ricchissimi di personaggi e di storie valide. Ovviamente partigiani, fascisti, tedeschi e americani facevano la parte del leone ma c’era di tutto, specialmente a livello umano: francesi, inglesi, marocchini, indiani, anarchici, monarchici, preti, massoni, anziani, bambini, disabili, ragazze in fiore, energumeni… C’è stato soltanto l’imbarazzo della scelta: basti pensare che ogni evento descritto nel soggetto – e quindi ogni vicenda vissuta dai protagonisti del romanzo – viene direttamente da uno o più degli aneddoti ricevuti.

  Dopo l’ invio delle storie di guerra” si è passati  – sulla base di un soggetto proposto – alla produzione di schede da parte degli scrittori sulla ideazione dei personaggi ( 3 maggiori  Matteo Curti, Adele Curti, Aldo Giavazzi  e 21 personaggi minori) e dei luoghi (se ne contano 34) dove si svolge la storia. La fase successiva a quella di sceneggiatura e trattamento è la fase di stesura, alla quale gli Scrittori e i Direttori Artistici stanno lavorando dal Novembre scorso. Ad oggi quanti scrittori si sono persi?

 Non parlerei di perdita. Il GRAS è fin dalle sue premesse opera modulare, e rientra nella normalità dei lavori che alcuni scrittori partecipino ad ogni fase, altri solo ad alcune e altri ancora a quelle iniziali per poi rientrare in quelle finali. C’è anche una valorosa scrittrice che è entrata a lavori in corso, studiandosi tutti i materiali prodotti fino a quel momento. Al momento sulla fase stesura sono al lavoro quaranta scrittori e quattro direttori artistici; la totalità degli autori ammonta a cento, come da progetto.

 In totale oltre agli Scrittori quante persone ruotano intorno al GRAS. Chi sono e che ruoli hanno?

 Oltre agli scrittori il GRAS ha quattro direttori artistici (noi due e i due sopracitati scrittori SIC “veterani”) e quattro direttori di revisione (che sono anche scrittori); in corso d’opera alcuni direttori di revisione verranno promossi a direttori artistici.

 Ogni singolo Scrittore riceve aggiornamenti sul materiale di nuova produzione da parte dei DA in email e inoltre invia sempre in formato elettronico le schede da compilare che ha prescelto secondo un calendario stabilito. Come si svolge invece il lavoro dietro le quinte della Redazione e dei Direttori Artistici?

L’organizzazione è rigorosa ma lineare: abbiamo scelto di usare come strumento principe la e-mail, il più primordiale degli strumenti web, sia per una questione di accessibilità al progetto che per semplicità di archiviazione e gestione dei materiali. Via via che gli scrittori inviano le schede, ricevono risposta individualmente e le schede individuali vengono archiviate; quando una data scheda è “piena”, ovvero tutti gli scrittori che ci lavorano hanno inviato la propria versione, queste vengono girate al DA deputato, che compone e poi reinvia agli altri DA per una revisione. A quel punto le schede definitive vengono inviate in mail a tutti gli scrittori e pubblicate sul sito. Dopo che le schede sono state pubblicate i direttori di revisione si occupano di rivederle ulteriormente e segnalare eventuali refusi o incongruenze.

Nelle prime fasi le schede più importanti sono state composte da me (Vanni Santoni) e Gregorio Magini, ma dall’ultima fase anche gli altri due DA, Bonchi e Pizzutelli, hanno accumulato sufficiente esperienza per svolgere il nostro stesso lavoro.

 Quale sarà il titolo di questa Grande Avventura?

 Lo decideranno collettivamente gli scrittori e i direttori artistici ad opera finita.

 Quando è prevista la pubblicazione del romanzo? Potete anticiparci informazioni relative alle case editrici?

 La tabella di marcia prevede la fine della stesura entro giugno 2010. Questo significa che tra ricomposizione e editing si andrà certamente a settembre; è quindi prematuro parlare di editori.

  Quale eco ha lanciato questa Vs. iniziativa sullo scenario degli Scrittori, Studiosi, Editori…

 Il lancio del romanzo ha avuto una buona eco mediatica per un progetto totalmente indipendente, con un passaggio su Fahrenheit (Radio3), vari articoli sui giornali e molte menzioni sui blog di settore; molti scrittori seguono gli sviluppi dei lavori su Facebook, su Twitter e sul sito. Anche da parte del mondo accademico abbiamo incontrato un notevole interesse, in questo anno abbiamo avuto l’onore di tenere conferenze e interventi in diverse università, così come seminari e laboratori; esistono inoltre già varie tesi di laurea e di dottorato che analizzano o citano la SIC. Per gli editori, vedremo quando il romanzo sarà finito.

  Lasciate una traccia ai Lettori di Voi e indicazioni dove poter iniziare a leggere qualche stralcio del Grande Romanzo Aperto secondo il metodo SIC

I nostri blog da scrittori “individuali” sono rispettivamente http://sarmizegetusa.wordpress.com/ (V.S.) e http://www.infinipedia.net/ (G.M.). Tutte le schede definitive composte finora sono consultabili a questo indirizzo: http://www.scritturacollettiva.org/gruppo/1205/schede
Al lettore occasionale consiglieremmo di cominciare dalle schede Stesura (a fondo pagina) che sono le più narrative, ma alcuni lettori che seguono il progetto ci hanno fatto notare che molte schede personaggio sono gustose da leggere anche fuor di contesto.

A cura di LuciaCucciolotti

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Lucia Cucciolotti Consulente Filosofica ADHD homework Tutor, difficoltà di apprendimento e fragilità di attenzione Esperta in alfabetizzazione emotiva
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