Cara nemica Depressione

“In Italia una persona su dieci soffre di depressione” –  E’ quanto emerge da uno studio dell’Istituto Superiore di Sanita’ pubblicato sull’International Journal of Public Health sulla base dei dati prodotti dal sistema di sorveglianza Passi, e presentato ad un convegno a Siracusa dall’Istituto di Gestalt HCC Italy.   Come ci informa AGI in tema di salute il 23 ottobre 2010:  il ‘male oscuro’ colpisce piu’ il centro (10,3%) e il sud (10,1%), un po’ meno il nord (8,2%). Nel nostro paese la maggior percentuale di depressi ha tra i 50 e i 69 anni (12,1%), molto piu’ numerose le donne (12,8) che gli uomini (5,9); e si tratta di donne che vivono sole (12,2) e che hanno una scarsa istruzione (il 16,9% di chi ha solo la licenza elementare e’ depresso, contro il 5,6% di chi e’ laureato).

Ho scritto della Cara e nemica Depressione nel romanzo “Coriandoli di vita”  (Guerra, 2007) cercando di dare vita alle sensazioni fisiche, ai pensieri che girano in testa a Mirella, la protagonista che si trova a fare i conti con questa malattia: dalla comparsa improvvisa, al malessere del presente fino alle crisi di astinenza nel lasciare la cura degli psicofarmaci. Leggiamo l’incipit del romanzo.

“Non c’è un dopo, non c’è futuro, non c’è una pagina da voltare: è tutto un attimo dilatato all’infinito. Ad ogni passo è come se mi si aprisse una voragine sotto i piedi. Ho paura. Mi guardo allo specchio e mi vedo spenta: chi sono? La mia faccia è diventata di gomma. I muscoli sono completamente rilassati. Gli occhi fissi e sbarrati: non sono più capace di sorridere. Mi sforzo. E’ come se non lo avessi mai fatto – pensava Mirella guardando fissa nello specchio del bagno. Si osservava, scrutava quella faccia riflessa come a voler cercare una somiglianza e una risposta a quelle domande brucianti senza fine – Oh Dio! Sono stanca, che cosa mi succede? Perché sono ridotta così? Dove sono andata a finire. Dove mi sono andata a nascondere? Nel buio dell’anima e della mente fa freddo, si sta scomodi… ho bisogno di luce, di un po’ di posto, di una coperta calda. Ho bisogno che qualcuno stia lì vicino a me mentre mi addormento. Qualcuno che mi stringa la mano mentre mi abbandono in questa serenità più profonda della morte. Mentre mi consegno come vittima immolata a quel buio che vedi con gli occhi aperti, al buio che ti affoga la mente, nel silenzio più perfetto. Basta. Ho paura. Voglio un po’ di luce. E invece sono sempre più sola nel buio di me stessa”. E incrociando le braccia sul petto dondolava il busto, avanti e indietro quasi seguendo il ritmo nascosto di una lontana litania e a voler scacciare quei fantasmi che le oscuravano la mente e se ne impossessavano. Aveva i crampi allo stomaco e all’anima. Era ancora notte fonda. Spense la luce e in trance tornò a letto, accompagnata da quelle fantastiche e micidiali allucinazioni”

La mia esperienza di ex depressa si legge tra le righe del romanzo, quasi una flebile voce che incita tutte le donne che rabbrividiscono di solitudine giorno dopo giorno a non mollare, ad andare avanti malgrado le difficoltà della Esistenza.  La depressione colpisce anche in età infantile ed adolescenziale ed è molto importante riconoscere precocemente i sintomi nei giovani, spesso celati dall’uso di sostanze stupefacenti o da comportamenti antisociali. La mortalita’ giovanile per suicidio – continua l’AGI – e’ la terza causa di morte per i ragazzi di sesso maschile, la quarta per le donne. In Lombardia si registra la percentuale piu’ alta di suicidi giovanili. I sintomi fisici che possono essere spesso manifestazione di un malessere depressivo sono dolori gastrointestinali, lombalgia, cefalea, crisi convulsive…

Dal febbraio 2009 sono uscita dalla maledizione degli antidepressivi e ansiolitici e il vuoto esistenziale è stato beneficamente riempito dall’Amore di un nuovo compagno per la vita e dalla ri-scoperta del mio ruolo di mamma. I fantasmi del passato sono sempre alle spalle, pronti a saltarti addosso negli attimi di debolezza fisica o di sconforto: oggi infatti sto uscendo dalla novità degli attacchi di panico comparsi un paio di mesi fa, che ho voluto combattere senza l’aiuto di sostanze chimiche che spengono il cervello, ma con buona e paziente omeopatia e con la forza del pensiero positivo.

Ci sto riuscendo, da sola ma con l’aiuto dell’affetto dei miei cari. E riparto da me: come figlia, come donna e come Mamma.

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Lucia Cucciolotti Consulente Filosofica ADHD homework Tutor, difficoltà di apprendimento e fragilità di attenzione Esperta in alfabetizzazione emotiva
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