Una cucina tutta per me.

Da quando ho spostato tutte le mie cose dal punto A al punto B della città cambiando casa per la prima volta in vita mia, molto della mia vita è cambiato di conseguenza; non ho più un meticcetto biondo méchato ai piedi del letto, né la vedova di un partigiano come vicina di casa: ma ho una persona speciale che vive con me, e anche una matta come dirimpettaia. Le mie giornate hanno cambiato fisionomia, il parcheggio è diventato un reale problema, e fare le scale a piedi una scelta accessibile solo in discesa. Sono felice, piena di una consapevolezza nuova; ma soprattutto, per la prima volta nella mia vita, ho una cucina tutta mia, dove non amo che qualcun altro metta le mani. Ci sono piatti e posate che ho scelto io – sul catalogo online dell’Ikea, ovviamente -, ci sono cibi che compro io; e ci sono le pietanze che preparo io: ed è questo il guaio.

A me cucinare piace moltissimo; di solito, non mi pesa preparare pranzi e cene, o imbastire un pasto con quello che c’è in frigo – un barattolo iniziato di confettura di mele, pancetta affumicata, pomodori verdi e pane in cassetta, per esempio. Ma non ho molta fantasia, e tendo a cucinare sempre le stesse cose, soprattutto se mi sono venute decentemente le prime ventisette volte. Ad aggravare la situazione, c’è il tempo: tornando dal lavoro piuttosto tardi, tento di preparare il pranzo la sera prima, in modo che sia solo da scaldare (o da mangiare così com’è, quando non c’è molto freddo). E allora, via libera alla pasta al forno, nelle sua varianti con pomodori e mozzarella, con besciamella e prosciutto, con uovo e zucchini fritti, all’insalata di fagiolini patate carote, al pollo freddo con salsa rosa, alla pasta all’insalata, ai pomodori ripieni di riso. E poi? Sono tragicamente a corto di idee. Una zuppa con i crostini? Sì, ma, uff. Sformato di patate con funghi? Troppo lungo e noioso. Sartù di riso? Eh, ma non ho prosciutto cotto in casa. Spezzatino con piselli? Ma domani la carne sarà dura. Polpette e insalata? Mi piacciono appena cotte, poi sgrunt. Sono a corto di idee. Ho provato a dare un’occhiata in giro per il web, ma i risultati sono stati sconfortanti, o forse io ho impostato male la ricerca: ma, tra tramezzini grondanti salse e paste espresse, non ho reperito grandi soluzioni. Qualcuno ha ricette da suggerirmi? Semplici, gustose, economiche, sane: ma soprattutto, da preparare con larghissimo anticipo.

In molti libri si parla di cibo: può essere un mero pretesto o il motivo di una riflessione, un digressivo inserito senza un particolare motivo o la ragione di una svolta significativa della trama. Ogni volta che mangio cibo orientale, mi viene in mente il pranzo offerto da Midori a Watanabe in Tokyo blues (ora noto come Norwegian wood): una sfilza di piatti introvabili in un ristorante giapponese in Italia, che serve solo sushi e tempura passabilmente disgustosi. È un libro pieno di tante cose, Tokyo blues: di musica, di film, di libri, e anche di buon cibo. Lo rileggo sempre volentieri: forse è arrivato il momento di riprenderlo ancora una volta.

2 thoughts on “Una cucina tutta per me.

  1. Anche io ho lo stesso problema, organizzarsi non è facile con il tempo ridotto al minimo. Quando hai un po’ di tempo l’unica soluzione è il congelatore: parmigiana di melanzane o di zucchine (anche in versione “light” con le verdure, ahimè, grigliate!), involtini, sformato di spinaci, verdurine al forno, fettine panate, puoi congelare tutto e scongelare all’occorrenza! Poi noi in ufficio abbiamo un piccolo cucinotto, a volte qualcosa si riesce a fare al momento, nonostante il sovraffollamento. Spero di esserti stata d’aiuto, per qualsiasi dubbio puoi scrivermi sulla mail, sarò felice di condividere le mie ricette con te! Un abbraccio

    1. grazie! sì, penso che ti scriverò, sono sempre alla ricerca di nuove idee in cucina 🙂
      ricambio l’abbraccio

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