Un cane giallo nella mia vita.

Nando è un buffo cane giallo di quattro anni, quasi cinque. Non somiglia a nessuna razza in particolare: è snello come un esemplare da caccia, ha orecchie da pastore tedesco cucciolo, coda fluente da volpino, tendenza ad essere cocciuto e insistente e protettivo come un bovaro. Ha le dimensioni di un cocker e l’abbaiare ossessivo di un chihuahua, il carattere dolce e riflessivo ed equilibrato del setter, l’attenzione ai bambini del labrador: è un buffocanegiallo e basta.

È un trovatello, Nando: recuperato cucciolo in autostrada, sballottato tra famiglie affidatarie e poi approdato, un po’ stranito, a casa dei miei genitori; del trovatello ha ancora l’indole compiacente e timorosa e la tendenza a guardarsi le spalle da tutto e a spaventarsi di rumori improvvisi, lenzuola, bastoni e vicini affacciati alla finestra. Nando porta avanti da quattro anni una guerra personale con la dirimpettaia: ogni volta che lei mette piede sul balcone, Nando la redarguisce aspramente. Sembra che lei abbia capito chi comanda.

Nando è divertente e di compagnia: è campione regionale di riporta-la-pallina, sa spiccare balzi di mezzo metro da fermo per prendere al volo un oggetto, ma soprattutto è capace di uggiolare e fare gli occhioni dolci e mettere il muso sulla gamba della persona con cui vuole giocare per intere mezz’ore, per scongiurare il pericolo che la partita si concluda troppo in fretta.

Nando è delicato e preciso: ha l’aspetto del cane goffo ma è in grado di giocare con un bambino di due anni senza farlo cadere, deponendogli la pallina ai piedi con deferenza e aspettando con pazienza che si decida a lanciargliela di nuovo. Di solito i bambini stravedono per Nando, soprattutto mio nipote Ludovico, che è simpatico e guascone come lui.

Nando capisce molto bene l’italiano, a dispetto di quello che aveva detto la sua veterinaria quando lo ha visto la prima volta: Non è molto intelligente, aveva assicurato, Non imparerà molti comandi; e invece Nando sa rispondere a stimoli come Prendi la pallina verde, non quella rossa, Porta il piattino dei biscotti, Rimetti i tuoi giocattoli nella cuccia, Abbracciami. La sera riordina la sua collezione di giochini sonori e la conserva, senza percepire una paghetta per questo: io, alla sua età, ottenevo cinquecento lire se mettevo in ordine la mia stanza.

Nando è straordinariamente protettivo: tende a non apprezzare che qualcuno si avvicini alla sua famiglia, specialmente se è in macchina; e dato che Nando e mia madre passano moltissimo tempo in macchina, e che accanto alle macchine, di solito, passano moltissime persone, a piedi o in motorino o anche loro in macchina, Nando impazzisce per tenere lontano i barbari invasori dal suo regno. Nonostante questo, Nando ama stare in macchina.

Nando è pigro e non apprezza le passeggiate: un tempo veniva portato allo spazio-cani al parco, ma mio padre ha smesso di accompagnarglielo quando ha notato che, mentre tutti gli altri cani correvano e giocavano, Nando stava seduto ai suoi piedi e guardava con aria speranzosa il cancello. A Nando non piace neanche girare per il quartiere: e se cerco di portarlo con me a comprare il giornale, punta le zampe e fa resistenza passiva e poi mi segue sospirando con sconforto.

Nando odia, nell’ordine, il freddo, uscire a spasso sotto la pioggia, i tuoni, i fuochi d’artificio; ama le coccole, i bastoncini per i denti, essere al centro dell’attenzione, il contatto fisico coi suoi padroni. Quando Ste ed io andiamo a casa dei miei genitori, Nando si siede in braccio a Ste. Ama potersi sedere in braccio a qualcuno.

Nando ama ricevere e fare visite; si dispiace moltissimo quando le persone, dopo un po’ di tempo, decidono di andare via: e abbaia con disappunto, come a dire che ecco, ci stavamo divertendo, devi per forza andartene? A volte, chi stava andando via decide di rimanere un altro poco, per non farlo restare troppo male.

Quando le anziane signore del palazzo si riuniscono per recitare il rosario, Nando si presenta e lo lasciano entrare; gli aprono la porta e lui siede in mezzo a loro, compunto e serio. Penso che si senta in dovere di proteggere quel branco di vecchiette salmodianti.

Nando sembra il fratello della Olga, che era il cane della Mate. Sarebbe stato uno spasso vederli insieme, porcamiseria.

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