Un biondo per casa.

Tra quattro giorni, Nando compirà sei mesi. Il meticcetto biondo mèchato, come lo definisce sua madre, sta crescendo. Pesa 11 chili, salta due pasti su tre come nella migliore tradizione dei cani che allevo, ha sviluppato una spiccata predilezione per il secchio della spazzatura e le posate in lavastoviglie. Ha ancora il sottopelo soffice da cucciolo, Nando: e le orecchie che stanno su, ma solo fino a un certo punto, e si abbassano di lato quando ascolta qualcosa con aria perplessa.

Nando è buffo, gioioso, divertente e grato; dorme atteggiando le labbra a sorriso, a distanza di sicurezza dalla sua cuccia, luogo che odia e da cui si tiene rigorosamente alla larga, tranne nei dieci secondi in cui ci si accoccola con aria condiscendente in attesa del bocconcino della buona notte. Nando è intelligente, sveglio e compunto: campione mondiale di “cerca”, aspirante al titolo europeo di “terra”, ottimo esecutore di “seduto”, quando non sono presenti gatti, passanti o autobus nel raggio di qualche metro dal suo guinzaglio. Nando ha capito alla svelta le regole-base della vita in famiglia: niente pipì per terra, niente giornali incustoditi fatti a brandelli, niente fili della luce rosicchiati né cuscini sbavazzati; sul divano, sì: ma solo se nessuno lo sta guardando, ovviamente.

Nando odia la sua pettorina: si getta zampe all’aria quando si cerca di fargliela indossare, la rosicchia compulsivamente fino a renderla inservibile quando l’ha addosso, le tende agguati quando la vede poggiata sulla terza mensola dal basso del soggiorno. Nando odia anche, nell’ordine, non poter salire sulla poltrona quando c’è seduto qualcun altro, i suoi croccantini al pollo e la palla-labirinto di gomma rossa che gli ho comprato sfidando un pomeriggio di diluvio.

Nando ha paura: del buio, della solitudine, dei rumori improvvisi. Può giocare per interi quarti d’ora con branchi di molossi grandi il doppio di lui, e poi appiattirsi a terra con aria disperata per aver sentito scuotere un tappeto da un balcone. Teme le porte che sbattono, l’ascensore che viene usato da un vicino di casa, il frullatore in funzione, i gatti in calore che si rincorrono a tre isolati di distanza. È in grado di rotolare da una stanza all’altra rimbalzando contro le pareti e abbaiando furiosamente per aver sentito chiudere lo sportello di una macchina due strade più in là di casa sua. Nando, la notte, dorme poco e male: circospetto e insicuro, con un occhio sempre aperto, teso e preoccupato, salta su al primo scricchiolio, ringhia alla porta del bagno mentre faccio pipì, abbaia al vetro della portafinestra mentre il camion della nettezza urbana si ferma davanti ai cassonetti.

Nando è un cane speciale: traumatizzato ma allegro, terrorizzato ma fiducioso, pieno di paure ma colmo di gratitudine; obbediente e volenteroso, pigro e indolente, molto invadente ma altrettanto delicato. Il degno fratellino del semi-labrador: sarebbe stato uno spettacolo vederli giocare insieme.

In un periodo di letture distratte, l’ideale era l’uscita di un nuovo romanzo di Malvaldi: ed ecco qui Il telefono senza fili. È vivace, leggero, frizzante, blandamente divertente. Ci voleva proprio.

4 thoughts on “Un biondo per casa.

  1. E’ un dono del cielo, questo cagnolotto! Ieri sono capitata, passeggiando per foto nel Bosco Virgiliano, vicino al canile, dove i papà e le mamme “a tempo” portano a spasso per mezz’ora gli ospiti del canile. Un labrador è sfuggito a una bambina ed è tornato di corsa al canile, mentre lei piangeva disperata. Altri cani passeggiavano tranquilli, conducendo o trainando gli umani inesperti. Latrati, ricordi…sono scoppiata a piangere e sono scappata via, da vigliacca. Nonostante io abbia finalmente chiuso una storia d’amore con un uomo che mi faceva terribilmente soffrire, nonostante io abbia ora una relazione con un uomo meraviglioso sotto tutti i punti di vista, ho realizzato che il mio cuore è ancora come un puzzle che solo Berny potrebbe ricomporre: lei non mi ha mai deluso, tradito, abbandonato, mentito in buona o cattiva fede, e mi ha dato la possibilità di fare altrettanto con lei. Sono convinta che si sia ammalata al posto mio, in un periodo così difficile in cui di sicuro avrei somatizzato qualcosa di brutto. Ha accettato e allevato Miamao, che è ancora con me. Per tutto questo credo negli angeli custodi, anche se solo qui con te lo ammetto e confesso, cara Bonjour, e con nessun altro. Ti abbraccio forte, tua L.

    1. è vero, nanduccio è proprio un angioletto. quanto alla piccola berny, lo sai, ho pensato di vederla, un giorno; forse mi stava salutando. anche io ti abbraccio forte

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