Tipi da social network.

Quelli che gli animali sono molto meglio delle persone, la vera bestia è l’uomo.
Quelli che a voi interessa solo degli animali, dovreste pensare anche ai bambini che soffrono.
Quelli che c’è un cagnolino ferito in via Roma, passavo di corsa e non potevo prenderlo, ne ho già ventitré a casa e mio figlio è allergico, correteeee.
Quelli che meglio in strada che in canile, una vita chiuso in gabbia.
Quelli che meglio in canile che in strada, almeno è al sicuro.
Quelli che comunque il canile è chiuso, se lo vuoi aiutare portatelo a casa o non rompere più.

Quelli che io non mangio cadaveri come fate voi.
Quelli che io odio i vegetariani, sono la mia ossessione.

Quelli che e i marò?
Quelli che e le foibe?

Quelli che ho visto la foto di un signore che chiedeva l’elemosina, poverino, ora gli mando qualcosa.
Quelli che dargli qualcosa non serve, meglio dare i soldi a qualche associazione.
Quelli che io non mi fido delle associazioni e se li do al tizio che chiede l’elemosina chissà come li usa, me li tengo e basta.

Quelli che io gli zingari li odio, al rogo!
Quelli che io i pedofili e gli stupratori li odio, al rogo!
Quelli che nella giustizia non ci credo, meglio farsela da soli, tanto stanno qualche giorno in galera e poi sono di nuovo per strada.

Quelli che non ho soldi da spendere ma ho l’iPhone.
Quelli che mi lamento delle mie tristi condizioni economiche e poi posto le mie foto di ogni angolo del mondo.

Quelli che io ho allattato mio figlio fino ai sette anni.
Quelli che la coppia mina l’autostima dei figli, noi abbiamo optato per il letto di famiglia e dormiamo in sei stretti stretti.
Quelli che io i miei figli li educherò in casa, altro che scuole, chissà che gli inculcano.
Quelli che nella scuola di mio figlio insegnano il gender e vogliono spiegare ai bambini di sei anni come ci si masturba.

Quelli che no dai il gender no, non ci credo, ma comunque se nella scuola di Gianmaria arriva un maestro frocio lo prendo a legnate.

Quelli che adesso fotografo e condivido i miei piedi, ogni piatto che ho mangiato comprese le stelline col dado, ogni tramonto o nuvola o evento atmosferico.
Quelli che io odio le foto.

Quelli che mi sono fissato su un argomento e ne parlo tutto il tempo anche a sproposito e mi arrabbio moltissimo se gli altri non mi seguono nella mia ossessione.
Quelli che non mi interessa niente che non sia il mio piccolo pezzo di mondo, q
uindi parlo solo di quello che mi riguarda in prima persona.

Quelli che sono un gran critico letterario e uso ogni gruppo in cui si parla di libri per piazzare interminabili recensioni.
Quelli che questo libro è bellissimo.
Quelli che ma perché è bellissimo, di che parla?
Quelli che è bellissimo, ecco.

Quelli che odio tutti, sono tutti degli schifosi, solo io so come far girare il mondo.
Quelli che so di non fare schifo ma lo scrivo in bacheca così una folla di persone si precipiterà a consolarmi.

È estate, c’è davvero caldo, io continuo a leggere La vita sessuale dei nostri antenati di Bianca Pitzorno che finalmente sta prendendo quota e sembra molto bello. C’è troppo caldo per mangiare, per cucinare, per parlare di cibo: insalata di pasta con pomodorini, tonno e olive e una generosa manciata di basilico è la soluzione.

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