Cose che ho imparato in una settimana.

Che i regali più belli sono quelli che richiedono cura e condivisione: e che uno splendido alberello di limoni che adesso fa parte della nostra famiglia ci regalerà fiori, frutta e profumo e un sorriso ogni volta che lo guarderò.

Che gli altri non hanno quasi mai voglia di condividere la tua gioia: perché la felicità genera astio e invidia e voglia di trovare cavilli e scuse per mostrarti che no, tu pensi di essere contento ma in realtà non lo sei, e loro lo sanno benissimo e sono lieti di mostrarti perché.

Che poche cose uniscono quanto la voglia di scontrarsi contro un nemico comune: che sia vero o falso, noto o ignoto, reale o inventato su due piedi cambia poco.

Che per farsi strada nel mondo del lavoro bisogna imparare a vendersi bene: dire Mi occupo di logistica sottintendendo Dico agli altri dove lasciare degli scatoloni o Sono il direttore amministrativo quando in realtà si passano le giornate a smistare colli in un magazzino.

Che gli amici non sempre abitano dove desideri, e che passare un pomeriggio a bere cappuccino con due persone simpatiche e interessanti e serene può avere uno strascico melanconico di Mi dispiace che non ci vediamo più spesso, accidenti.

Che non è scontato che gli amici che abitano dove desideri possano o vogliano restarci: e che a volte una buona notizia dovrebbe anche arrivare nel momento opportuno, perché anche un mese di distanza può fare la differenza.

Che il senso di colpa è il motore più potente al mondo: e che mille ragionamenti ed evidenze e suggerimenti non potranno mai convincere chi prende una decisione spinto dal senso di colpa verso se stesso o verso chi lo circonda: anche se la decisione è giusta e sensata e ben ponderata, beninteso.

Che diventerò sempre più grassa e pesante, ma sentir dire Sono a dieta da giugno da una persona rotondetta che si affretta a snocciolare un elenco di pasti mesti e affamanti del tipo cinquanta grammi di pasta scondita al giorno vantando di aver perso cinque o sei chili in otto mesi è una prospettiva desolante.

Che esiste un campionario di frasi che non dovrebbero trovare posto nelle conversazioni che ascolto: tra queste, Ti trovo ingrassata, perché non fai sport?, Quel posto è molto bello e non ci sono tanti immigrati musulmani come da altre parti, Io meritavo più di te quella promozione sono saldamente ai primi posti in classifica.

Che non intendo rinunciare alla vita sociale per la forma fisica, e che mangiare una pizza o sorbire una tisana con una fetta di torta in compagnia è una delle cose che preferisco al mondo.

Che lavorare stanca, e che anche un lavoro bello e interessante e che regala molte soddisfazioni può avere effetti collaterali quali occhiaie, sonno atavico e rosicchiamento compulsivo di confettini di cioccolato.

Che si possono programmare viaggi con pochi soldi e molta inventiva, usando gli strumenti giusti: e che chi condivide con te quegli strumenti è un benefattore dell’umanità.

Che anche leggere, a volte, richiede uno sforzo non indifferente: e che graziealcielo ci sono gli audiolibri ad aiutarmi a colmare delle insensate e vergognose lacune. Sto ascoltando Il diario di Anna Frank, adesso, dispiacendomi di cuore a ogni pagina.

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