Quando una persona sta male.

Quando una persona sta male non è sempre uguale: cambiano le persone che stanno male e cambiano i modi di stare male. Si può stare male per poco tempo, o per molto, o per sempre. Si può stare malissimo e poi sempre meglio, oppure malino ma sempre, senza variazioni, oppure male per un mese o due e poi basta. Si può anche stare bene e pensare di stare male, ma questo al momento non ci interessa, e comunque è sempre un modo di stare male.

Quando una persona sta male, dicevo, spesso non si sa come comportarsi. Qualche volta – ed è la maggior parte dei casi – la persona che sta male vuole che le si chieda come sta: magari non tutto il tempo, ma spesso. Qualche volta, la persona che sta male ne vuole parlare: per sfogarsi, perché ha paura, perché ha bisogno di aiuto o cerca consigli, perché si chiede se qualcuno potrà portare suo figlio a trovarla in ospedale o se qualcuno vorrà passare la domenica accanto a lei sul divano. Qualche volta, invece, la persona che sta male non ne vuole affatto parlare: e allora è meglio tacere.

Quando una persona sta male, spesso ha intorno persone che le spiegano perché sta male; queste persone, di solito, non sono medici: ma sono sicure che, se quella persona sta male, è perché mangia male, o perché fa troppo sport, o perché non ne fa, o lo fa male, o perché fuma, o perché ha smesso di farlo. Quando una persona sta male, l’ultima cosa di cui ha bisogno è qualcuno che le dica che è stata colpa sua: anche perché, nella quasi totalità dei casi, l’alimentazione il fumo lo sport o la passione per il canottaggio non c’entrano niente con i veri motivi della malattia.

Quando una persona sta male, a volte si comporta da malata; non esce, non cura il suo aspetto, non studia, non lavora, non guarda la tv. Quando una persona sta male, altre volte, si comporta esattamente come si comportava quando non stava male: esce, cura il suo aspetto, lavora, va al cinema, fa sport. Altre volte ancora, quando una persona sta male fa quasi tutto quello che faceva prima, senza fare le cose che non può più fare: va al cinema ma non fa più sport, per esempio.

Quando una persona che sta male ha accanto una persona che non sta male ma che le vuole bene, a volte la persona che non sta male si comporta come si comportava prima: litiga, si arrabbia, prepara cenette al lume di candela, va a fare la spesa o va a vedere l’Inter allo stadio; a volte, invece, la persona che non sta male si comporta come se la persona che ha accanto non fosse più una persona, ma solo una persona che sta male: e allora non vede più gli amici – o se li vede li tedia parlando solo della persona che sta male – e non va più al cinema, ma soprattutto non litiga più. Alla persona che sta male a volte fa piacere non litigare, ma non fa piacere non essere più una persona. Una persona che sta male, anche se sta male, è sempre una persona.

Quando una persona sta male, spesso la cosa migliore è ascoltare: non giudicare, non consigliare, non sminuire, non accentuare. Non dire Io al posto tuo non so come farei, né Sei una bellissima persona, né Ti ammiro molto, né Andrà tutto bene, soprattutto se la persona che sta male non è una bellissima persona e non siamo sicuri che andrà tutto bene.

Alcune persone a cui voglio bene, in questo momento, stanno male; per loro ho soltanto un sorriso e un abbraccio, sperando che bastino.

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