Quando Ste non c’è.

Non capita molto spesso, che Ste non ci sia: perché lei, come me, è abitudinaria e pantofolaia e pericolosamente tendente all’accidia, e quindi di solito è a casa, e se non c’è è a fare la spesa o al lavoro o con me da Mohamed, a prendere raffiche di vento in faccia e coccolare i gatti, o è fuori con la sua amica Shane ma tanto per cena torna, e prepara il pollo con le patate al forno e la salsa di yogurt. Ma ci sono rare volte in cui Ste non c’è, perché è al matrimonio di suo cugino in Francia o a un master a Roma: e allora io sono un po’ triste.

Quando Ste non c’è, di solito sento freddo: perché io sento freddo sempre, ma in maniera particolare quando mi sento sola o sono stanca o devo lavorare fino a tardi e non c’è nessuno che mi prepari la tisana. Di notte, poi, sento freddissimo: anche se è maggio e sul letto c’è il piumone e io ho ancora su il pigiama pesante che indossavo a Natale.

Quando Ste non c’è, vorrei approfittarne per fare cose che non faccio quando lei è qui, tipo portare a spasso Nando, uscire per comprare le scarpe per il matrimonio di mia cugina, andare a riprendere mia madre al coro o stare sveglia fino a tardi a vedere vecchie puntate di Scrubs: ma ogni volta che lei non c’è io devo sempre lavorare fino a tardi, o andare a una riunione che dura parecchie ore, e Nando è scontroso e bisbetico e al coro finiscono prima e io non faccio in tempo ad arrivare per sentirli cantare, e sono frustrata e metto il muso per interi quarti d’ora.

Quando Ste non c’è, non vado da Mohamed e mi sento in colpa: ma, senza di lei che va a prendere il caffè al bar e smussa le spigolosità del carattere di Mohamed e si mette in mezzo quando battibecchiamo, un pomeriggio dal mio malmostoso del cuore rischia di diventare un duro braccio di ferro, e io sono stanca e c’è molto vento e preferisco che lui vada al dormitorio, e se sa che lo andrò a trovare non ci va; e quindi so che è meglio così, ma mi sento a disagio lo stesso.

Quando Ste non c’è, a cena mangio la pastina col formaggino: perché mi piace molto e a lei no, e così posso trangugiarla tranquillamente e poi lavare solo un pentolino e un piatto e un cucchiaio e rimettere tutto a posto in breve tempo, come si addice al mio carattere ossessivo e bisognoso di ordine e controllo.

Quando Ste non c’è, la mattina mi sveglio presto: perché ho dormito male e ho sentito freddo per tutta la notte, e quindi sono in piedi molto prima del solito, e ne approfitto per annaffiare le piante e ritirare il bucato e spazzare la cucina e perdo la cognizione del tempo, e arrivo in ufficio scandalosamente in ritardo.

Quando Ste non c’è, la casa sembra parecchio grande e vuota: e io mi aggiro con aria contrita e mi chiedo che ce ne dobbiamo fare di tutto questo spazio, e se non sarebbe stato meglio vivere in una casa più piccola, anche se in realtà la nostra casa non è così grande, affatto.

Quando Ste non c’è, tutti sanno che sarò sola: e allora le amiche lontane mi mandano messaggi vocali e mi chiedono come me la cavo, le colleghe mi consigliano di consolarmi con cibi succulenti e mia madre tenta di convincermi a dormire a casa loro, perché che fai tutta sola lì, dormi qui così possiamo chiacchierare fino a tardi; ma quello che era il mio letto è ormai il letto di Nando, e lui non sarebbe felice di farmi un po’ di posto, e poi non ho neanche un cambio e mi serve il mio computer e poi devo lavorare, e quindi rispondo che no grazie, stai tranquilla, torno a casa mia.

Quando Ste non c’è mi annoio molto, perché io mi diverto quai solo con lei. Per fortuna stasera torna.

[La foto è di Ste].

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