Quando nevica a Palermo.

Foto di Stefania CiminoQuando nevica a Palermo è stranissimo e nessuno se lo aspetta, perché a Palermo non nevica mai. Quando nevica a Palermo, di solito non nevica, ma grandina per qualche minuto, e la strada si imbianca, e tutti gridano “la neve!” e sono molto eccitati e contenti, anche se non sta nevicando davvero.

Quando nevica a Palermo, tutti corrono a comunicarlo su Facebook; scrivono “che freddo!” o “guardate, nevica”, e se sono particolarmente bravi e attenti all’algoritmo e desiderosi di like mettono anche una foto del loro balcone imbiancato, o della strada di casa loro vista dalla finestra.

Quando nevica a Palermo, gli automobilisti si confondono e vanno pianissimo e se devono affrontare la salita del supermercato schiacciano con foga l’acceleratore e già si vedono bloccati giù, nel parcheggio gelido e livido, con il minestrone surgelato che si scioglie e il pollo arrosto che si raffredda nel bagagliaio; così chiamano la moglie e la avvertono che forse ritarderanno perché vedi, nevica, e la moglie li immagina nel pieno di una bufera siberiana e si allarma.

Quando nevica a Palermo, di solito si scivola: perché le basole sono lisce e le scarpe non sono adatte, e qui nessuno indossa stivaletti con la suola a carrarmato o anfibi imbottiti, ma solo scarpe da ginnastica o mocassini o scarpette di cuoio leggero, perché a Palermo non fa mai molto freddo e quindi non è economico comprare delle scarpe pesanti per usarle due giorni l’anno e poi basta.

Quando nevica a Palermo, tutti si rintanano in casa e ordinano la pizza a domicilio; quando nevica a Palermo, i ragazzi che consegnano la pizza a domicilio sono i meno contenti.

Quando nevica a Palermo, le strade sono vuote; non c’è Giovanni ‘o minorenne, il tipo con il camion di arance di Ribera che stazione vicino casa nostra. Non c’è il ragazzo che riempie i sacchetti del Penny e li carica in macchina, e neanche il lavavetri di piazza Croci o il caldarrostaio della Cala, o gli uomini sgraziati e urlanti che abbanniano incongrui mazzi di rose al semaforo di via Roma Nuova. Quando nevica a Palermo c’è un silenzio surreale.

Quando nevica a Palermo, Monte Cuccio subito si imbianca; a volte si imbianca anche Monte Pellegrino, ma meno.

Quando nevica a Palermo, in tanti ci si preoccupa delle persone e degli animali senzatetto; si organizzano raccolte di indumenti e di coperte, si portano bicchieri di thè bollente e croccantini ipercalorici, si fanno telefonate angosciate a Mohamed per sapere come sta. Quando nevica a Palermo, Mohamed sta asserragliato sul camper, con il giubbotto di pelle e il berretto e i calzettoni e le ciabatte, ché di mettersi le scarpe non ha proprio voglia, anche se nevica.

Quando nevica a Palermo, Mohamed dice che ha più dolori del solito, alle braccia e alle spalle e alle costole che negli anni si è rotto, ma poi sa che mi preoccupo molto e quindi dice che no, qui non c’è mica vero freddo, non sai quello che c’è in Iran, che ne puoi capire tu.

Quando nevica a Palermo, se c’è un buon motivo per fare un sit-in, ci si copre bene e si fa lo stesso: e infatti ieri c’erano cinquemila persone davanti a Palazzo delle Aquile, per manifestare solidarietà al sinnaco Ollando che dice che dobbiamo accogliere tutti, migranti economici e rifugiati politici e minori non accompagnati, e io penso che abbia assolutamente ragione, solo che al sit-in non sono andata perché ero in ufficio.

Quando nevica a Palermo, tutti approfittiamo per mangiare molto, bere cioccolata calda e finire il pandoro avanzato da Natale, perché col freddo bisogna nutrirsi adeguatamente, a quei due chili di troppo penseremo dopo.

Quando nevica a Palermo, i turisti sono straniti e scattano molte foto: e c’è sempre qualcuno che fotografa la spiaggia di Mondello, perché la neve sulla sabbia è scenografica e insolita.

Quando nevica a Palermo, io sono piuttosto infelice, perché odio il freddo e sono in pena per Mohamed e i cani e penso alle mie piantine di menta che soffrono; quando nevica a Palermo, io spero solo che finisca presto.

Per fortuna a Palermo non nevica ma.

[La foto è di Stefania Cimino].

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