Quando fa freddo (a Palermo).

Quando fa freddo a Palermo, di solito non fa freddo sul serio, ma ci sono nove o dieci gradi e magari piove. Quando fa freddo a Palermo, però, si sente freddo sul serio, perché anche se non fa davvero freddo, non siamo abituati neanche a questa parvenza di freddo, e allora soffriamo e ci lamentiamo e ci sentiamo vittime di una profonda ingiustizia. Quando fa freddo a Palermo, di solito piove: ma a Palermo non piove quasi mai, e se piove piove in autunno quando non c’è molto freddo, quindi l’accoppiata freddo+pioggia è rara come un panda esuberante o un editore ottimista.

Quando fa freddo a Palermo, i palermitani ci rimangono male e la prendono sul personale; sono così abituati a non sentire freddo che si avviliscono, mettono su facce da vittime di calamità naturale e si rintanano in casa, non vanno al cinema o in pizzeria o a fare la spesa; alcuni locali sono chiusi, anche se è venerdì sera: perché c’è freddo, e piove, ed è scontato che nessuno si sposterà, neanche se abita a duecento metri di distanza e deve pur mangiare qualcosa, per cena.

Quando fa freddo a Palermo, i turisti sono delusi e offesi: erano venuti giù dalla Svezia in cerca del tiepido sole mediterraneo e si ritrovano con i sandali inzaccherati di fango, con k-way di colore caramelloso ad avvolgere schiene e zaini, a camminare con aria perplessa in strade misteriosamente vuote: perché non sanno, i turisti del nord, che anche se loro indossano pantaloncini e t-shirt, per noi la temperatura è paragonabile a quella di un valico alpino sotto una tormenta.

Quando fa freddo a Palermo, anche se non c’è moltissimo freddo, è un grosso problema per tutti quelli che vivono per strada: che a Palermo sono tanti, proprio perché di solito non c’è freddo, e sono uomini e donne e ragazze con un gatto bianco nel trasportino, cani randagi e canucci agguinzagliati a un cumulo di vestiti e coperte e materassi che è la casa di qualcuno, e gatti tigrati e anche qualche coniglietto sceso giù impavidamente da Monte Pellegrino; quando fa freddo a Palermo, anche se ci sono nove o dieci gradi, per tutti loro e per chi se ne occupa è un guaio, tra giacigli bagnati e croccantini galleggianti in una ciotola piena d’acqua piovana.

Quando fa freddo a Palermo, nessuno se lo aspetta ed è equipaggiato a dovere; tutti girano con sneakers da ginnastica in tela con dentro i calzini che fanno cic-ciac, oppure tirano fuori la tenuta da sci che hanno usato quella volta che sono stati al passo del Tonale in vacanza; nessuno ha stivaletti con la suola di gomma, o scarpe che tengano i piedi asciutti, o magliette termiche o giubbotti di piumino con ampi cappucci: e questo aumenta il senso di disagio, il freddo percepito e la quantità di sguardi da sopravvissuti allo tsunami.

Quando fa freddo a Palermo, o anche quando non fa freddo ma piove, a ogni angolo di strada spuntano persone che vendono ombrelli: e il palermitano, che non gira mai con l’ombrello, si precipita a comprarne uno che si romperà entro il prossimo giorno di pioggia, mentre io mi chiedo dove diamine fossero conservati tutti questi ombrelli, mentre non pioveva, e come facciano i venditori di ombrelli a tirarli fuori con tale tempismo.

Quando fa freddo a Palermo le strade si allagano, sul basolato si scivola, i termosifoni non scaldano mai abbastanza, spesso salta la luce: ma non è un grosso problema, perché tanto a Palermo non fa mai più freddo di un giorno o due, ed è (anche) per questo che non vorrei mai andar via da qui.

Una persona a cui sono affezionata, che è il fratello di una persona a cui sono molto molto affezionata, lunedì attraverserà un momento faticoso (ma da cui verrà fuori in fretta e come nuovo): quindi, anche se è un uomo che non teme il freddo, questo post è per lui.

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