Qualcuno doveva aver diffamato Josef K., perché, senza che avesse fatto nulla di male, una mattina venne arrestato.

Una manciata di anni fa, nei fine settimana mi piaceva andare a bere qualcosa – una limonata, un frappè, nei giorni di sballo assoluto anche un’acqua tonica con ghiaccio e limone – in un locale di periferia, a due passi da casa. Era un simil-pub-irlandese, con interni rivestiti in legno, tavoli comodi e spaziosi e panchette ben imbottite. D’estate si poteva Hotze Convalisstare fuori, non c’era molta confusione e i camerieri non assillavano per farci ordinare una consumazione al quarto d’ora, pena la tacita espulsione dopo estenuanti pressioni a base di sguardi minacciosi e desiderate altro? Molto spesso, soprattutto il venerdì, c’era un tipetto che cantava: un ragazzo nordeuropeo, palliduccio e pelato, silenzioso e poco appariscente; suonava la chitarra, a volte era in coppia con un altro giovane, e intonava pezzi che ci piacevano: canzoni dei Doors, dei R.E.M., di Simon & Garfunkel. Per un lungo periodo, il locale è rimasto aperto, ma del ragazzo non si ebbero più notizie: poi riapparve, smagrito e solitario, nelle strade del centro. Un trafiletto su un giornale locale comunicò che si trattava di un giovane senza fissa dimora, che dormiva in auto, veniva dall’Olanda, aveva avuto guai con la giustizia.

Intanto il locale aveva chiuso, e io avevo conosciuto Ife; la domenica pomeriggio Ife, Mosca e canepiccolo la trascorrevano in centro, accoccolati su un marciapiede ad ascoltare la musica. A Ife piaceva: he’s good!, mi aveva comunicato una volta, indicandomi col pollice proprio lui, il tipetto pallido che sussurrava al microfono che People are strange when you’re a stranger; mi aveva chiesto di restare con lui, almeno per un’altra canzone, ma io gli avevo detto che dovevo andare, e ancora adesso quelle parole mi strappano un pezzetto di cuore.

Oggi, sul solito giornale locale, ho letto che il ragazzo che ogni domenica, con qualche amico e un altoparlante, fa compagnia a chi si trascina indolente per negozi, è stato multato; gli hanno sequestrato gli strumenti, quelli che tiene nell’auto in cui vive insieme al suo cane. Aveva un’autorizzazione, rilasciata dal Comune, ma le nuove ordinanze prevedono che non si possano utilizzare gli amplificatori per suonare all’aperto: neanche di pomeriggio, neanche in un viale che rimbomba di voci, di Cicciuzzo torna qui altrimenti ti fazzu viriri io!, di motorini che attraversano sprezzanti le strade chiuse al traffico. In una città in cui impera il posteggio selvaggio nelle zone pedonali, in cui impiego un quarto d’ora ogni mattina a disincagliare la mia auto da tutte quelle posteggiate in doppia fila, in cui torme di parcheggiatori abusivi hanno colonizzato piazza Borsa – teoricamente zona rimozione per la sicurezza di un magistrato antimafia che abita lì -, in cui interi quartieri sono ostaggio della malavita e mai si è visto un poliziotto multare le decine di locali non autorizzati che sparano musica ad alto volume a Ballarò o alla Vucciria, l’ordine pubblico e il decoro delle strade vanno garantite a tutti i costi: ad esempio, sottraendo a un musicista la possibilità di vivere decentemente.

Sono molto arrabbiata: perché mi piaceva ascoltare il giovane olandese e la sua voce bassa e struggente, perché mi disturba molto di più chi cerca di impormi il pizzo per lasciare la macchina in mezzo a una strada, perché mi sembra che si tratti solo di ipocrisia, perché vorrei che qualcuno proponesse una colletta sui social per ricomprare chitarra e amplificatore che ora prendono la muffa in una magazzino. Perché, ogni volta che vedevo un drappello di persone riunite intorno a quel microfono, avevo l’illusione che anche Ife fosse lì.

https://www.youtube.com/watch?v=ZRAr354usf8

 

2 thoughts on “Qualcuno doveva aver diffamato Josef K., perché, senza che avesse fatto nulla di male, una mattina venne arrestato.

  1. … grazie, ma ho sempre avuto la possibilità di pagare un bel appartamento a Palermo, la strada ha sempre ‘pagato’ tre volta la cifre di Murpheys, Viale Lazio…. un abbraccio.

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