Pro e contro del Natale.

È il momento più bello dell’anno.
È il momento dell’anno in cui chi è solo si sente ancora più solo.

Càpita solo una volta all’anno.
Càpita solo una volta all’anno.

Si può mangiare moltissimo senza sentirsi in colpa.
Si rimpiange per i mesi a venire di aver mangiato moltissimo senza pensare al futuro.

Si ricevono molti regali.
Si devono scegliere, comprare, impacchettare e recapitare moltissimi regali.

Si incontrano molte persone che non si vedevano da mesi.
Non sempre è piacevole incontrare queste persone: se non si vedevano da mesi, c’era un buon motivo per non farlo.

Si passa più tempo in famiglia.
A volte non è piacevole passare un pomeriggio insieme allo zio Osvaldo.

Si può dormire fino a tardi.
Chi ha tempo di dormire, con il pranzo da preparare e i regali per lo zio Osvaldo ancora da incartare?

Le ferie.
Avere lavorato moltissimo dato che dopo ci sarebbero state le ferie.

Ricevere quell’oggetto che si desiderava tanto.
Ricevere ventitrè oggetti di dubbio gusto di cui non si sentiva affatto la necessità.

Le strade piene di suggestive lucine.
Le strade piene di imbecilli in auto che girano disperatamente in cerca di posteggio per comprare il regalo allo zio Osvaldo.

Tanto tempo libero per leggere, riposare e giocare a Trivial.
Dover fare queste attività nei ritagli di tempo tra la visita di cortesia allo zio Osvaldo, le pulizie di casa rimandate da mesi e i molti minuti sprecati in cerca di un posteggio.

Panettone, pandoro, torroni sempre a disposizione.
Nessuno di questi dolci mi piace.

Lo spirito natalizio.
La retorica di ‘non roviniamoci la giornata, è Natale!’ dispiegata davanti alle intemperanze di parenti e amici, lo zio Osvaldo in primis.

Feste e serate di divertimento sfrenato.
Non abbiamo più sedici anni: una mano di briscola con lo zio Osvaldo è il meglio che la casa offre.

Poter passare un intero pomeriggio a completare il puzzle.
È un puzzle di Mirò e ci vorranno molti mesi per completarlo.

Vestirsi carine per andare a cena con lo zio Osvaldo.
Sembrare irrimediabilmente un pinguino vestito di viola.

Ho già scartato i primi regali di Natale e, in mezzo a tante altre bellissime cose, è saltato fuori un libro che desideravo da un po’: ‘Io che vi parlo’, una lunga e toccante intervista a Primo Levi. Mentre mi accingo a gustare le parole di uno dei miei scrittori preferiti, auguro a tutti buone feste.

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2 Responses to Pro e contro del Natale.

  1. Laura says:

    Un abbraccio fortissimo e l’augurio di realizzare tutto ciò che desideri!
    Basta con il traffico, le bancarelle, la caccia al regalo. Basta ai carrelloni carichi di cibo. Basta alla TV con i programmi di cucina, le pubblicità scintillanti, i sorrisi forzati.
    Basterebbe anche una sola persona con cui scambiare affetto, e sarebbe sempre festa.
    La normalità è felicità!!!

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