Posso farvi una domanda? Quale?

Quali domande vale la pena porsi? Quelle che sono soddisfatte da una sola risposta, quelle che ne ammettono molte, quelle che non ne hanno nessuna? Ci sono domande utili e domande oziose? È uno spreco di tempo, fatica e sensatezza arrovellarsi su interrogativi impossibili? Cosa ho fatto per meritarti, quando avrò diritto a ricevere quello che mi spetta, perché per me deve essere tutto così complicato, sono domande che ha senso rivolgere a qualcuno, o a se stessi? Quanto può essere difficile trovare la domanda giusta? E il momento per rivolgerla, e l’interlocutore adatto? Formulare una domanda può essere più complicato e snervante del trovare una risposta? E quale delle due attività è più appagante? Ci rende più completi una domanda intrigante o una risposta esaustiva? Ma esiste davvero, per le domande vere, una risposta esaustiva, che non sia a tempo limitato, che vada bene per tutti, in ogni luogo, cultura e contesto? Ma soprattutto, chi sono, tutti?

Ha senso chiedersi la motivazione di ogni gesto? Si vivrebbe meglio, non interrogandosi sulle intenzioni? Cambierebbe qualcosa, sapere che chi ha dato una moneta a un uomo che la reclamava lo ha fatto per le ragioni sbagliate? Per sentirsi migliore, per ricevere un sorriso, per poterlo rinfacciare, per segnarlo nel suo quaderno degli attivi in vista del giorno in cui i buoni qui e i cattivi laggiù? Ma soprattutto, per chi cambierebbe qualcosa? Per l’uomo che ha ricevuto la moneta, per quello che là regalata, o per noi che, dopo aver negato la moneta, cerchiamo un pretesto per non sentirci in colpa?

C’è qualcosa di più triste e malinconico e privo-di-speranza di un film che rappresenti la chiusura del cerchio della cultura cyber-punk? Una scena di nudo non motivata può rendere meno bello un film? Può farci cambiare opinione sul regista? Quanto sollievo si può provare nell’assistere a un dibattito da cineforum e scoprire che qualcuno ha notato la nostra assenza? E quanto può essere confortevole ed esasperante in parti uguali riascoltare, nel corso del commento al film, le stesse locuzioni e gli stessi giri di frase di quando si studiava storia del cinema al secondo anno di università?

Si vergogna di più chi fa una gaffe o chi la subisce rendendosi conto che l’interlocutore non ne ha avuto consapevolezza? Cosa segna l’inizio dell’inverno, il piumone o le pantofole pesanti? Dov’è il giro di boa tra stanchezza e malumore? Qual è l’esatta distanza tra empatia e volontà autolesionista di accollarsi i dolori del mondo? Sappiamo distinguere vergogna e senso di colpa? Un bambino che guarda una bistecca e dice ‘poverina’ ha buone possibilità di stare bene al mondo, o è condannato ad essere guardato da qualcuno che aggrotta le sopracciglia? Quanta soddisfazione si prova nel pensare ‘lo avevo sempre saputo’? E lo avevamo davvero sempre saputo? E allora perché non abbiamo agito di conseguenza?

Lego a questo post, senza alcuna ragione logico-narrativa, una ricetta: solo perché è quasi Santa Lucia, e so che qualcuno alla ricetta ci tiene. La cuccìa è un dolce che si mangia esclusivamente il 13 dicembre. Il grano, dopo ventiquattro ore di ammollo, si cuoce in pentola a pressione. Raffreddato, si schiaffa in una ciotola piena di crema di ricotta (ricotta di pecora passata al mixer a immersione con lo zucchero). Zuccata a cubetti e cioccolato fondente tagliato a coltello (non le orrende gocce che si comprano pronte!) e il gioco è fatto.

6 thoughts on “Posso farvi una domanda? Quale?

  1. Per ora mi chiedo sempre se sia stanchezza o malumore. mah, farsi domande penso che sia utile solo per sè, a meno che non si riesca a trasformare in vita vera quello che si sogna

  2. in genere preferisco le risposte, alle domande. ma ognuno di noi può dare una risposta diversa alla stessa domanda. ma a volte è molto difficile porre domande, ed è molto più facile eluderle.
    grazie per la ricetta, e per il rimando che spero sia dedicato a me, ma la “zuccata” dove la trovo? e soprattutto, che faccia ha?

    1. certo che era dedicato a te! allora, la zuccata (che pensavo esistesse in tutta italia, ooops) è zucchina lunga (quella verde chiaro) candita. si compra a nastri, è verde pallido-quasi bianco, e si usa per guarnire la cassata. spezzettata, si mette nella cuccìa, ma anche cubetti di arancia candita possono andare bene; o anche solo la crema di ricotta con il cioccolato, ché a me i canditi non piacciono… prova, è un dolce casalingo semplice e buono. ciao, laMate!

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