Momenti di trascurabile infelicità.

Quando arrivo a piazza Magione e scopro che quella Punto blu che mi è stata davanti per tutta la strada ha occupato l’ultimo posto disponibile. Quando finalmente posteggio e mi si avvicina un uomo basso e nerboruto, con la canottiera anche a gennaio, che pretende che gli paghi un dazio per aver lasciato la macchina accanto alla sua sedia. Quando vado via senza dargli niente, e lo sento biascicare insulti al mio indirizzo.

Quando arrivo in ufficio per prima, e devo cominciare ad aprire le finestre e mettere su il caffè prima ancora di accendere il pc. Quando vado via dall’ufficio per ultima e devo chiudere le finestre, controllare che non ci siano cicche accese nei posacenere e che la stampante sia spenta, anche se sono stanca e affamata e vorrei solo andare a casa.

Quando al supermercato non hanno avocado, carote baby o yogurt all’albicocca senza pezzi di frutta dentro. Quando dimentico il pranzo nel frigo dell’ufficio e devo mandar giù un’insalata di riso insipida e ghiacciata. Quando la pizza a domicilio non è calda come speravo. Quando ho assaggiato la caipiroska alla fragola dopo tanto tempo e ho scoperto che non ha più lo stesso sapore.

Quando per strada incontro un cane che mi sta simpatico e lo apostrofo dicendo Ciao, cane c’è sempre un padrone all’altro capo del guinzaglio che soggiunge Non si chiama cane oppure Si chiama Spike, e non capisce che non mi importava nulla di saperlo.

Quando vorrei accarezzare un cane simpatico ma il padrone ha un’espressione troppo altezzosa che mi blocca a sei passi di distanza. Quando sono a spasso con canenando e qualcuno prova a fargli una carezza sulla testa e lui si spaventa e inizia ad abbaiare e saltellare in cerchio. Quando un qualsiasi cane incrocia canenando mentre siamo a fare una passeggiata, e lui si spiaccica sul pavimento e non vuole muoversi più.

Quando sorrido a un senzatetto e lui mi risponde male o non mi risponde neanche, e a me manca Ife un po’ più del solito.

Quando non trovo un libro che mi soddisfi e inizio una serie di romanzi che già so che mi deluderanno. Quando finisco di leggere un libro prima di addormentarmi, ma è presto e non ho ancora sonno e non so come risolvere il problema se non pescando a caso sul kindle un libro di riserva che il giorno dopo scarterò con sdegno. Quando ho completato già tutti i giochi carini della Settimana enigmistica, parole crociate senza schema a gruppi variabili a sillabe incroci obbligati bi-triletterali, ma non voglio comprarla nuova perché ancora ci sono tanti cruciverba intonsi, ma sono quelli facilitati che mi annoiano.

Quando qualcuno visualizza un messaggio e non mi risponde. Quando mi arrivano telefonate di lavoro alle 15 di sabato. Quando uno scambio di messaggi si protrae per ore senza che ci sia niente di reale da dirsi.

Quando mia madre si lamenta perché non stiro e sostiene che i miei vestiti sembrano pezze.

Quando mi sento sola.

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