Mi piace.

Ascoltare chi ha qualcosa da dire. Ascoltare il silenzio, se c’è sintonia con la persona che lo ascolta insieme a me. Ascoltare la radio in macchina, la mattina, quando c’è troppo caldo o troppo freddo per tenere i finestrini aperti. La pizza Margherita, col pomodoro buono e il fiordilatte, anche se ingurgitata in piedi, rapidamente e senza parlare, solo lavoro di mascelle e ciompciompciomp forsennato. La limonata con poco ghiaccio. Il senso di attesa di quando si inizia a leggere un libro, il senso di completezza di quando si finisce di leggerlo. Avere molti libri da leggere. Ricevere libri in regalo, soprattutto se non li ho letti e non li conosco e so già che mi piaceranno.

Tutti quelli che: dimmi se hai bisogno di qualcosa. Ricordati che io ci sono sempre. Come è andata, quella cosa che dovevi fare? Sto scendendo al bar, vuoi venire? Quel libro era proprio bello, avevi ragione. Quel libro non mi è piaciuto, parliamone. Come stai? Quando vorrai parlare dimmelo, sarò felice di ascoltarti. Ti aspetterò per tutto il tempo di cui avrai bisogno.

I Sex Pistols – che mia madre non sa chi siano, bah. I Ramones, Carmen Consoli, gli Skunk Anansie. La musica dotata di ritmo, le canzoni in cui ci siano più di tre accordi. Le canzoni in cui la musica è l’importante, e le parole vengono dopo. La pittura astratta, il surrealismo, il surrealismo astratto. Il pittore Miró, il semi-labrador Miró. Le persone che sorridono sull’autobus. Le anziane signore che chiedono con discrezione una mano per attraversare. Chi va a votare. Chi non molla, chi continua a provare, chi si ostina e ce la fa. Chi fa autocritica. Chi studia, chi si informa, chi legge, chi cerca di capire. Chi non pensa di aver già capito tutto. Chi lascia il tempo di esprimersi, chi non si limita a provocare, chi non si arrampica sugli specchi. Chi ha rispetto per la mia intelligenza. Chi ha abbastanza onestà intellettuale da ammettere un errore. Chi chiede scusa per un errore, chi non commette troppe volte lo stesso errore.

Tutti quelli che: cosa stai leggendo? Te lo presto io, quel libro. Un giorno di questi ci andiamo insieme. Non preoccuparti, non fa paura. Anche io ho paura. Ci sono qua io, così non avrai paura. Te lo dico perché ti voglio bene. Devi farti rispettare. Aspetta che ti spiego come fare. Io farei così. Andiamo al cinema?

Chi usa i social network per scambiare idee, e non solo per aggiornare l’uditorio su cosa ha mangiato/detto/indossato nell’ultima giornata. Chi sa insegnare, chi ha voglia di aiutare gli altri a imparare. Chi mi consiglia un libro. Chi mi consiglia una ricetta. Chi mi spiega come preparare una buona frolla, ché a me viene sempre male. Comprare gamberi freschi, e usare le teste per un buon fumetto, e poi preparare un riso pilaf e servirlo con i gamberi grigliati e con una salsa al limone fatta come una béchamel, ma con succo di limone e acqua al posto del latte. Chi sa cucinare. Chi ha piacere di ricevere le persone in casa propria, e prepara qualcosa da offrire per fare stare gli altri a proprio agio, e mette musica di sottofondo. Chi sa suonare uno strumento. Chi non si vanta di saperlo suonare.

Tutti quelli che: Mi fai vedere una foto del tuo cane?  Lo sai cosa ha fatto il mio cane? Ho dato un po’ di croccantini a un gatto randagio. Ho cercato un libro per te. Secondo me questo libro ti può piacere. Penso di stare bene, ormai. Sono felice, sai? Sono fiero di te.

Natalia Ginzburg, i suoi libri, la sua integrità, le sue parole, il suo stile, il suo esempio.
Marguerite Duras, le sue suggestioni, la sua lucidità. Nanni Moretti, Francesco Recami, Francesco Piccolo. Chi dice parolacce – non troppe, però. Chi non ha pensieri violenti. Chi non finge di non capire. Chi augura il buon giorno, di cuore. Chi saluta, chi si ferma a chiedere scusa se urta qualcuno; chi si ferma a vezzeggiare un cane, un gatto, un bambino.

Che ci sia un nuovo parco nel mio quartiere. Il profumo del pane. L’aroma del caffè – ma il caffè, quello no. I bonsai. Il mio bonsai, che ha trentacinque anni ma sembra un ragazzino. Il Natale.

Questo post è dedicato a una persona che mi piace molto, molto: e lo sa.

7 thoughts on “Mi piace.

  1. finalmente! una maria sorridente, o ti immagino sorridente e ti vorrei serena. mi ci sono immaginata, in questo post. concordo quasi su tutto. non la musica. io preferisco le parole delle canzoni alla musica, e ne so così poco che tre accordi non so neanche distinguerli.
    per quella ricetta con i gamberi, rischierei volentieri un attacco di allergia.
    ciao, cara, spero che la settimana prossima sia piena delle cose che hai appena scritto.
    lamate.

    1. lo so, lo so che non mangi i gamberi, ma il riso pilaf vienei così buono… la salsa la puoi sfruttare anche per accompagnare le polpettine di pesce. quanto all’augurio, grazie mille: te lo rigiro moltiplicato!

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