Libri da compagnia.

Che non leggo soltanto librimpegnati, librinoiosi e librifighi con cui fare bella figura alle cene si sa già. Che amo le serie televisive stupide, con intrecci romantici e sciocche sottotrame sentimentali si sa pure. E che, quando non riesco a pensare, l’unica cosa che so fare è leggere è anche questa una verità consolidata. Per questo sono entrata nel tunnel dei gialli di James Patterson delle donne del club omicidi. È successo per caso: in estate, spesso vengono abbinati libri ai giornali; io di solito leggo laRepubblica, che ogni anno propone gialli e/o noir, la maggior parte dei quali ho già letto o ho scartato in precedenza perché non mi interessavano. Ma quando, una manciata di giorni fa, è stato proposto Le testimoni del club omicidi, ho pensato di provare a leggerlo; l’ho iniziato e finito in una notte: mi ha tenuto compagnia in un momento difficile e mi ha intrigata al punto da farmi cercare su internet qualche notizia in più sull’autore: che, ho scoperto, è tra i più venduti negli Stati Uniti. Ho scoperto anche che il libro è il dodicesimo di una serie: da lì, procurarmi gli altri undici è stata solo questione di tempo.

I libri di Patterson – spesso scritti in coppia con altri, ma il nome grande in copertina è il suo, va’ a sapere perché – sono pieni di brio, di colpi di scena e di situazioni per nulla credibili. C’è una protagonista, Lindasy, tenente della omicidi di San Francisco, e ci sono le sue amiche: un medico legale, una giornalista, un procuratore distrettuale. E poi ci sono serial killer sanguinari, orridi delitti, sparatorie a mai finire, intervallate da passeggiate col cane Martha, storie d’amore più o meno durature, serate da Susie’s a bere margarita. Quel genere di libri che ti fanno invidiare i personaggi per quello che hanno: un lavoro avvincente, molti amici sempre disponibili, un cane che sa andare al passo senza guinzaglio, qualcuno che spara loro addosso senza fare troppo danno. La serie perfetta per tenere compagnia, con discrezione e assiduità: senza ridondanti descrizioni, senza la richiesta di sforzi di memoria o di fantasia, senza inghippi o cadute di ritmo. Come una fiction tv, in cui sai che comunque la protagonista riuscirà a rotolare su un fianco all’ultimo momento, schivando i colpi di pistola e riuscendo a consegnare alla giustizia il cattivo che, per qualche strano motivo, in realtà ha fatto quel che ha fatto perché ce l’aveva con lei, proprio con lei, in maniera assurdamente personale, anche se nel frattempo ha fatto fuori altre sette persone che c’entravano poco o nulla.

In Italia, per motivi a me ignoti, la serie è praticamente sconosciuta. La pubblica Longanesi e le affibbia delle copertine di insopprimibile bruttezza, che danno l’impressione dei classici libri da spiaggia o da aeroporto, da scorrere e dimenticare su una sdraio. Invece non sono niente male, davvero.

One thought on “Libri da compagnia.

  1. che ho letto di patterson? sicuramente qualcosa ma completamente dimenticato. adesso andrò a guardare nel mio libro dei libri. incompleto è vero, ma.

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