Letteratura & pomodori pelati

Continuo a ricadere nella trappola dei libri-da-supermercato. Vado settimanalmente a fare la spesa, con una lista dettagliata compilata con cura che so che rispetterò solo in parte, un elenco di biscotti per cani alle carote e doppio aroma manzo, latte scremato-ma-non-troppo, yogurt al gusto di frutti di cui non conosco la forma, maracuja passion fruit lychee, barrette ipocaloriche di riso al cacao magro che sgranocchio la mattina lamentandomi del fatto che non regalino neanche una parvenza di sazietà, e so già che inciamperò accidentalmente nello scaffale dei libri, fingerò di tirare dritto con aria indifferente, prenderò uno-due volumi in mano per valutare se e quanto mi interessano, li farò scivolare furtivamente nel carrello, mi allontanerò con espressione cinquanta per cento afflitta-cinquanta per cento soddisfatta tentando di convincermi che almeno ho risparmiato, ché sui libri del supermercato c’è lo sconto. Fino ad ora, almeno, da settembre non so.

Tra scatole di pelati in offerta e pacchi di pasta a forma di topolino aeroplano macchinina pallone da calcio ho trovato romanzi che mi sono piaciuti molto: decine di gialli di Agatha Christie, ristampati con copertine quasi-uguali e un formato comodo da leggere a letto, su un fianco e col volumetto squadernato tra cuscino e piumone; e poi Gomorra, dopo Natale introvabile nelle librerie ma ancora fieramente presente al freddo secco calcolato del super, ad inalberare le sue lame rosa tra merendine e marmellate. Ho comprato romanzi di Camilleri aspettando con pazienza che dai banconi di cartolerie e maxi edicole passassero alla proletaria postazione da grande distribu-zione, tra scaffali metallici plasticosi e ricettari di cucina siciliana stampati su brutta carta begiolina. Gli ultimi due acquisti da super sono stati Una storia semplice di Sciascia, di cui ho visto il film e che ho pescato da un mucchio di libri Adelphi sulle cui copertine campeggiava un quadretto verde adesivo con la scritta -40%, e Leielui di Andrea De Carlo, libro che avevo giurato solennemente di non comprare (mano sul cuore, sguardo fiero, semi-labrador sull’attenti): da appassionata di De Carlo, lettrice accanita e metodica, avevo notato un calo progressivo, culminato nell’atroce inutilità, banalità, monotonia e presunzione di Giro di vento, Mare delle verità e Durante, e, offesa e umiliata, avevo deciso di abbandonare la partita. Ho resistito a mesi di richiami da sirene, volumi spiaggiati accanto alla cassa dell’edicola vicino casa, poggiati di taglio tra La settimana enigmistica e l’Espresso, mollati pancia in su su tavoli e banchi di Feltrinelli e Mondadori varie, per poi crollare al richiamo dello scaffale del supermercato e della scritta 50% in inchiostro nero su giallo evidenziatore. Ho posato il volumotto goffo sul seggiolino porta-bambini del carrello, l’ho messo sul nastro semovente della cassa e poi in una busta riciclabile bianco-brutta. Ancora non l’ho letto, ma crollerò.

Tra le cose belle del giorno della spesa, c’è il lasciarsi convincere da offerte e posizioni strategiche a comprare qualcosa di pronto da mangiare; tra focacce alle olive e pane di paese già tagliato e incellophanato, formaggi dolci molli stagionati aromatizzati ai pistacchi e alle erbette, pomodori secchi e carciofini sottolio c’è di che imbastire una cena senza mettersi ai fornelli. Anche queste sono soddisfazioni.

4 thoughts on “Letteratura & pomodori pelati

  1. “da leggere a letto, su un fianco e col volumetto squadernato tra cuscino e piumone”: anch’io li torturo così i libri (e non solo quelli) 😀
    Io ormai non faccio nemmeno la finta di resistere, quando vado con papà a fare la spesa lo mollo alla cassa dicendo “TORNO SUBITO!” e vado a setacciare l’angolo libri. Da lì sono uscita con Saviano, Carofiglio, Malvaldi e tanti altri che sarebbe lungo elencare. Tanto c’è lo sconto. E io pago felice 😀

    1. carofiglio e malvaldi, già, ché i libri sellerio al super ci sono sempre… quanto alle torture, non capisco chi si sforza di leggere senza danneggiare la copertina o la costina, tenendo il libro tra due dita e tentando di non alitarci su; che prio c’è?

  2. Leggerti è come provare una sensazione di sazietà, non dovuta certamente ai pomodori pelati: mangio i pomodori e la salsa di pomodoro (fatta in casa, of course) solo da qualche anno. Un appuntamento, questo, che mi delizia ogni sabato. Grazie.

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