Il libro che vorrei

Se c’è una cosa che mi instilla una vaga tristezza – sguardo da basset hound con l’otite, cadenza piagnucolosa da bambino che non ha trovato sotto l’albero di Natale l’orsetto verdeacqua che desiderava, espressione da leader del Pd all’indomani delle elezioni politiche – è il fatto di non avere per le mani un romanzo che mi prenda. Purtroppo, è da un bel po’ di giorni che non riesco a trovare un libro che mi piaccia – che mi piaccia molto, intendo, che mi faccia tornare a casa dall’ufficio con trepidazione, che mi costringa a leggere in piedi mentre rimesto il sugo o seduta sul bordo del letto, in pigiama e con un calzino in mano, mentre dovrei essere già in auto. Le ultime settimane, invece, sono state un florilegio di gialli interminabili, romanzi spocchiosi e raccolte di racconti prolissi e inconcludenti. Sto annaspando barcamenandomi tra tre (3) libri che mi stanno convincendo molto poco: Amabili resti di Alice Sebold, di cui avevo sentito parlare bene ma che, dopo 150 pagine, ancora non decolla, Inganno di Philip Roth, che avevo comprato a metà prezzo con la ragionevole sicurezza che fosse un capolavoro ma che, con la sua struttura sperimentale basata esclusivamente sul dialogo e il suo clima claustrofobico, mi sta annoiando in maniera inspiegabile, e la raccolta di racconti erotici Working hard, regalatami affettuosamente dalla sua brava curatrice ma che mi sta lasciando più che per perplessa (qual è la differenza tra erotismo e pornografia, se la maggior parte dei racconti segue la formula-base situazione lavorativa qualsiasi+rapporto sessuale spesso tra sconosciuti coronato da orgasmo simultaneo+saluti?).
Ma come dev’essere, il libro dei miei sogni? Prima di tutto, il romanzo perfetto deve durare cinque giorni: non di meno, altrimenti mi rimane ben poco, e non di più, per non scadere nella noia e nell’abitudine. Dato che, in media, leggo 50-60 pagine al giorno, il mio libro ideale ne conta tra le 250 e le 300: e non capisco perché, oggi, un qualsiasi giallo sia lungo non meno di 400 pagine, quasi che fosse impossibile far saltare fuori l’assassino senza tediare il lettore. Il libro dei miei sogni, se dice di essere un giallo, deve esserlo davvero: ci deve essere un mistero, qualcuno lo deve svelare, io devo teoricamente poterlo svelare prima dello scrittore, ma nella pratica non devo riuscirci; in tutti gli altri casi, deve evitare di fingersi giallo: ché non c’è niente di male, ad essere solo un romanzo ben scritto e intrigante e con bei personaggi e una trama interessante, e non c’è necessità di aggiungere un investigatore solo perché va di moda. Il libro dei miei sogni deve avere una copertina e una bandella oneste, anche: che non mi illudano di stare per leggere un romanzo d’amore quando invece si tratta di un saggio storico, o viceversa. Il libro dei miei sogni deve avere personaggi che mi facciano venir voglia di conoscerli, deve avere una trama che non mi faccia pensare maccheccavolodici ogni pochi minuti, non deve essere inzeppato di pubblicità, deve essere sensato, credibile, emozionante; soprattutto, non deve per nessun motivo farmi paura. Ho letto moltissimi bei libri, nella mia vita, ma forse il libro dei miei sogni resta quell’assoluto capolavoro che è Lessico famigliare di Natalia Ginzburg: è molto difficile che riesca a trovare, un giorno, un libro che mi piaccia di più.
Di romanzi belli e di canoni per sceglierli parla Nick Hornby in Sono tutte storie: simpatico, sfrontato, decisamente da leggere.

6 thoughts on “Il libro che vorrei

  1. spero di non cannare anche questa volta, credo siano un po’ più di trecento pagine, ma oso consigliarti “la pelle del tamburo” di arturo perez revert.
    ecco una delle cose che avrei voluto stamattina, augurarti buona gita.

    1. non farà paura? il titolo ha un che di truculento, ma se mi assicuri che lo posso leggere lo aggiungo alla lista.
      anche io non ho avuto il modo di dire un po’ di cose, ma.

  2. “Il libro dei miei sogni deve avere personaggi che mi facciano venir voglia di conoscerli, deve avere una trama che non mi faccia pensare maccheccavolodici ogni pochi minuti, non deve essere inzeppato di pubblicità, deve essere sensato, credibile, emozionante; soprattutto, non deve per nessun motivo farmi paura.”
    per questo ti consiglio Ursula K. Le Guin(http://it.wikipedia.org/wiki/Ursula_K._Le_Guin), nello specifico Il mago di Earthsea, primo libro del ciclo di Earthsea. Ogni libro prende circa 120 pagine, quindi potresti provarne un paio e rimanere comunque nei 5 giorni lavorativi.
    di base è fantasy, però dentro ci si trova di tutto.

    1. non ho (mai) letto un fantasy, credo. o almeno, al momento non me ne vengono in mente. ma proverò, lo prometto. e grazie mille del consiglio 🙂

  3. Concordo! Io ormai non compro più libri ma li prendo a prestito.
    Inoltre invoco “I diritti imprescrittibili del lettore”: interrompere la lettura, saltare delle pagine, continuare a leggere sadicamente per denigrare…

    1. a me piace leggere libri presi in prestito: stai a veder, però, se trovo chi me li presta…

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