Del gruppo di lettura, ovvero del leggere in compagnia.

Poche cose sono stimolanti come fare parte di un gruppo di lettura; è l’hobby perfetto per me: prevede di leggere, parlare e mangiare, che sono tre delle attività che preferisco in assoluto; per questo, quando poco più di due anni fa, piroettando leggiadramente su Facebook come faccio per il 90% del tempo in cui non dormo, ho intercettato un post che parlava della possibilità che si creasse un gruppo di lettura a Palermo, ho subito drizzato le antenne. Una ragazza gentile e con una cascata di capelli ricci proponeva agli interessati di vedersi, in un locale che mi faceva una cordiale antipatia, per parlare di un libro che Ste ed io avevamo già letto, e che ci era piaciuto parecchio: e così avevo commentato dicendo che ok, noi c’eravamo, quando ci saremmo incontrati?

Di lì a pochi giorni Ste ed io ci siamo trovate, un po’ intimidite, sedute a un lungo tavolo, in un locale che non era quello di cui si era parlato all’inizio, per fortuna. C’era una quindicina di persone, e quasi tutti sorridevano molto, e sul tavolo c’erano delle buone tisane e fette di torta e biscotti al burro da sgranocchiare. Io avevo le mani sudate e quando mi è stato chiesto di presentarmi sono diventata rossa, ma nessuno ha fatto commenti né mi ha detto Guarda, sei diventata rossa!, e così mi sono sentita più a mio agio e quando si è trattato di dire cosa pensavamo del romanzo ho detto che mi era piaciuto parecchio anche se mi aveva spaventata moltissimo – un commento che può essere applicato ai tre quarti dei libri che ho letto nella mia vita, dalle favole di Esopo a Niccolò Ammaniti – e questa volta non sono diventata rossa.

Ero seduta su una panchetta imbottita, quel primo giorno: e accanto a me c’era un ragazzo simpatico che parlava di libri giapponesi, e di fronte una ragazza magra, coi capelli lisci e scuri, e mi sono sembrati simpatici e non-spaventosi, mi sono appuntata mentalmente di sedermi di nuovo accanto a loro, se ci fossero stati altri incontri; e altri incontri ce ne sono stati tanti, ma il ragazzo simpatico e la ragazza magra non sono venuti più.

Le riunioni del gruppo di lettura si svolgono il sabato pomeriggio, una volta al mese. Ci vediamo e parliamo del libro che abbiamo letto, e di solito Filippa fa riflessioni molto interessanti, e Stefania vuole ascoltare il parere di ognuno di noi, e Mati ed Emma e Laura parlano delle loro impressioni, e poi Marco dice che il libro non gli è piaciuto, e Ste fa un’analisi psicologica dei personaggi, e io dico che avevo già letto il libro ma che comunque rileggerlo mi ha fatto piacere, io amo rileggere. Poi parliamo di quale romanzo proporre per il mese successivo, e il lunedì Stefania lancia un sondaggio sul nostro gruppo Facebook, e io voto e spero che esca il libro che ho proposto, o comunque che esca un libro non troppo classico, lento, lungo o spaventoso.

Prima del covid, della quarantena, del distanziamento sociale, di questo tempo senza abbracci e baci e strette di mano e sorrisi, ci vedevamo nel locale dove siamo stati per il primo incontro: e io sorbivo ogni volta la stessa tisana e mangiucchiavo ogni volta gli stessi biscotti ed ero molto contenta. Adesso ci incontriamo virtualmente, ed è divertente e piacevole e molto stimolante, ma non è la stessa cosa, e non vedo l’ora di tornare a sedere al tavolo insieme, e scegliere la tisana alla rosa, e prendere in giro Ste perché vuole una grossa fetta di torta, e ciacolare allegramente e poi uscire dal locale e dire Ci vediamo tra un mese.

Non vedo l’ora.

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