Good things don’t always come to you

Le cose belle non sempre ti succedono, cantavano alcuni anni fa gli Skunk Anansie. È indiscutibilmente vero.

Ci sono momenti in cui quello che desideravi tanto da non volerlo neanche ammettere all’improvviso è lì, basta tendere la mano per sfiorarlo; non è il lavoro della vita, ma una buona approssimazione, e se fosse decentemente retribuito sarebbe quasi il massimo, orari civili, compagnia piacevole, buona comunicazione, ambiente stimolante. Il semi-labrador ha protestato vibratamente all’idea di una variazione nella sua routine, ha messo il broncio e lasciato intatte intere ciotole di bocconcini di pollo e agnello in gelatina, poi ha iniziato ad abituarsi. Il sogno era lì, goloso e accattivante, sotto forma di libri da schedare e pubblicità da pianificare, e manifesti da valutare e appendere e controllare; era proprio lì e a un tratto era lontano, e anche allungare un braccio, piegarsi a toccarlo era troppo complicato. Il dolore è così, arriva e si insinua e non dà segno di voler andare via, e blocca e complica ogni cosa, allacciare le scarpe, rifare il letto, portare con sé il pc, salire le scale per raggiungere quella parvenza di sogno fissata a tre metri da terra. Anche un dolore insignificante, di quelli che passano dopo qualche giorno di cura e riposo, può essere frustrante, quando arriva a rubare la scena al proprio sogno; può essere fastidioso e avvilente, e spaventoso nell’ostinarsi a restare lì, per poi andar via di colpo, come se non ci fosse mai stato.

Ci sono momenti in cui un semplice infortunio, una banale caduta, una ovvia battuta d’arresto nel processo di avvicinamento al sogno possono sembrare un dramma; sono i momenti in cui gli amici, quelli che non si spacciano per fratelli, ci sono, e chiamano e mandano messaggi e offrono aiuto e compagnia, mani da stringere contro il dolore, lacci da legare per non perdere le scarpe. Sono i momenti in cui i conoscenti possono offrire di più di chi ha sprecato mille parole per totalizzare il calore di un freezer staccato, di chi ha detto una candida bugia per l’ennesima volta, di chi non ha captato i segnali perché pensava ad altro. Sono i momenti in cui chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori; e sono dentro solo le persone a cui voglio bene. E sono poche.

Quando stai male, è d’aiuto chi ti prepara qualcosa da mangiare, e chi ti dà da leggere. Basta una tazza di latte caldo con dentro, sul fondo, un pezzo di cioccolato a sciogliersi, per lasciare un po’ di dolcezza al posto del sapore di chiavi e monete di molte medicine. Basta un romanzo tenero e divertente e spiritoso e pieno di bei personaggi come Mia suocera beve di Diego De Silva, se è consigliato da qualcuno che non dimentica mai di mandarti un sorriso.

One thought on “Good things don’t always come to you

  1. latte caldo con pezzo di cioccolato dentro? assolutamente da provare per coccolarsi! 😀 anche se le persone a cui vuoi bene sono poche, ci sono e sono sicura che a loro volta ti vogliono bene davvero. purtroppo, ero impegnata a “pensare ad altro” e non ho colto i segnali, ma ti voglio bene davvero. e resto convinta che tu un libro debba scriverlo, prima o poi…

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