Gente (fastidiosa) da social network.

Quelli che usano i social come una grande vetrina in cui esporre la propria vita per ricavarne l’imperitura invidia degli astanti: una cascata di foto di località tropicali – piedi in acqua, costumini sgargianti e occhiali da sole, un pareo a fiori sullo sfondo, orizzonti al tramonto, nei casi più gravi un grosso pesce preso all’amo -, una valanga di scatti a tematica culinaria – enormi piatti di costolette succulente tuffate in setose creme verde, gelati da coma iperglicemico, pizze con sopra una bufala intera, intesa come quadrupede con le corna -, una grandinata di frasi in cui i termini più frequenti sono meraviglioso, stupendo, entusiasmante, abbellita da una ridda di punti esclamativi e cuoricini e faccine ed emoticon incomprensibili.

Quelli che gli altri mi hanno sempre fatto del male ma io sono buono e vado per la mia strada.

Quelli che non rispondono ai post di felicitazioni per il compleanno: quelli che non elargiscono un like o un grazie o una faccina vagamente contenta ma, a fine giornata, se ne escono con un post in bacheca che dice siete tantissimiiii avete reso migliore la mia giornata, facoltativo anche un cercherò di rispondervi singolarmente a cui non crederebbe neanche il buffo cane giallo.

Quelli che lo so che mi leggi stronzo, ti pare che non lo so cosa ahi fatto?

Quelli che decidono di dedicare la propria permanenza sui social a un unico argomento, meglio se di nicchia: e quindi, eccoli ammorbare la home con post dedicati esclusivamente alla pesca di trote nei fiumi delle Svalbard, al giusto grado di cottura delle trote al forno, ai modelli più comodi di scarpe in pelle di trota.

Quelli che si infilano in ogni polemica esistente, su qualsiasi argomento, vantando infallibile conoscenza della situazione.

Quelli che vogliono farsi compiangere: che indossano foto-profilo lacrimevoli e scrivono post ad alto tasso di puntini di sospensione, citando costantemente i propri guai con aria finto-distaccata – sì, è vero, la macchina è esplosa mentre tornavo a casa dal supermercato e non ho i soldi per fare di nuovo la spesa ma va bene, ce la farò anche questa volta – cercando di suscitare compassione nel prossimo per poi fingere un superiore disinteresse.

Quelli che usano i social per provare a provarci con le amiche della fidanzata o con la fidanzata delle amiche.

Quelli che postano solo canzoni sconosciute, frasi celebri di scrittori lusitani del Trecento, particolari delle vetrate dell’abside della cattedrale ortodossa di Annapolis.

Quelli che cambiano foto profilo tre volte al giorno. Quelli che usano gli ashtag su facebook. Quelli che hanno collegato diversi account e fanno finire su facebook tutte le foto che hanno postato su instagram, con l’insopportabile codazzo di cancelletti e parolette in inglese.

Ho iniziato qualche giorno fa “La paranza dei bambini” di Roberto Saviano. Ne ho letto molto poco, mi piace già molto.

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2 Responses to Gente (fastidiosa) da social network.

  1. lamate. says:

    noooo
    ce n’ è un altro! l’ hai fatto apposta!

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