Estate.

Il caldo.

Il senso d’oppressione delle giornate di afa, quando l’aria è bollente e immobile fin dal mattino.

Il vago mal di testa delle notti di scirocco.

Il sollievo dei rari momenti in cui il vento gira a maestrale, Apriamo le finestre che finalmente si respira, anzi no, chiudi subito che sbatte tutto.

I sandali.

Le pietrine che entrano ogni pochi passi nei sandali.

Le canottiere scollate, le gonne jeans, i pantaloni di tela leggeri, comodi e freschi ma senza tasche, i pareo con la stampa a fiori di ibiscus.

Il telefono sempre in mano perché non ci sono tasche in cui conservarlo.

Andare a mare.

Non aver voglia di andare a mare, il vento, la sabbia, il costume che mi sta male.

Andare a mare lo stesso, che poi alla fine mi fa sempre piacere.

Sudare molto, anche non facendo nulla.

La doccia prima di andare a dormire.

Dormire male per il caldo.

Alzarsi presto la mattina per il caldo.

Mohamed che si lamenta del sole, dell’afa, della mancanza di acqua fresca, ma poi vuole il solito caffè bollent.

Le strade vuote.

Trovare facilmente parcheggio sotto casa.

I negozi chiusi per ferie.

Non vedere l’ora di andare in ferie.

Le persone in ferie da molte settimane che si stupiscono del fatto che io non sia ancora andata in ferie.

L’ultima stagione di Orange is the new black.

Stefanuccio col casco da bici e il costumino a stampa militare.

Innaffiare le piante ogni mattina e trovarle comunque sciupate e tristanzuole.

Moltissimi libri da leggere, e l’illusione di riuscire a leggerli tutti in tre settimane.

La vaschetta di gelato bigusto in congelatore; riempire un bicchiere di gelato e spezzettargli sopra un biscotto e mangiare il tutto sul divano davanti al ventilatore.

Scottarsi le spalle attraversando piazza Magione a piedi.

Le cicale.

Le zanzare.

Lo zampirone.

L’autan prima di andare a dormire.

Le punture di zanzara nonostante l’autan, lo zampirone, la pianta di citronella, le zanzariere.

I gabbiani che stridono e volano radenti al nostro balcone.

Le pomelie in fiore, e anche gli oleandri e i gelsomini.

Gli occhiali da sole.

I bambini al parchetto, lo scivolo, le altalene, le ninfee nella fontana.

Sentirmi dire da chiunque che sono troppo pallida.

Stare con le finestre spalancate per il caldo e non sentire la televisione.

Mangiare frutta e yogurt per cena.

L’estathè molto freddo.

La granita di limone, la granita di caffè con panna. La granita di fragole che non mangio da moltissimi anni.

La pizza, sempre e comunque.

[Finalmente sono iniziate le ferie].

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