Di amicizia, di stranezze, di gialli.

Amicastorica sorride spesso; parla e cammina e pensa e digita sulla tastiera e mastica a velocità doppia rispetto al normale, ha quintali di senso pratico e un cattivo rapporto con la polvere, un nipotino che è la sua copia in scala ridotta e una macchina a cui riserva cure e coccole. È attenta e perspicace, piena di ottimi consigli e con una grande capacità di ascoltare. È anche premurosa e generosa, e regala bei libri. È stata lei a omaggiarmi degli ultimi due volumi che mancavano alla mia collezione di romanzi di Sandra Scoppettone, iniziata per caso con una scambio su anobii – anche questo, su suo suggerimento – e complicata dal fatto che questi gialli siano ormai praticamente esauriti. Ma amicastorica ha indubbie capacità organizzative – per intenderci, è a lei che chiederei una dritta se dovessi adottare un pinguino o trasportare un frigorifero in Croazia – e mi ha messo tra le mani Tu, mia dolce irraggiungibile e Vendi cara la pelle. Ho iniziato dal secondo, lo sto finendo, me lo sto godendo un bel po’: è vivace, brillante, pervaso di una sottile ironia ghignante. Ridacchio mentre sono in coda al semaforo e lo sfoglio, rinuncio al pisolino per vedere come va a finire, è diventato parte integrante della mia borsa. Il ritmo non manca: ci sono inseguimenti, omicidi, gatti che aspettano la pappa, fughe su scale antincendio e molto altro. Ci sono anche cose che non capisco, però: la prima delle quali è perché la protagonista si ostini a rimanere insieme alla sua compagna storica, sebbene non facciano altro che rimbeccarsi, lamentarsi della reciproca insensibilità e darsi la colpa della propria infelicità. Con la mia usuale mancanza di profondità ne ho parlato stamattina con la mia bella – ma perché non si lasciano ‘ste due cretine?! -, che mi ha suggerito il paragone con Liz Taylor e Richard Burton in Chi ha paura di Virginia Woolf?, che trovo abbastanza calzante, anche se uff, boh. Ci sono altre cose che non capisco, comunque: ad esempio come faccia una donna che è stata aggredita, stuprata e ridotta in fin di vita e che, anni dopo, scopre di nuovo di essere presa di mira dal suo carnefice, a non pensare a mettersi al sicuro ma a dedicare tutte le sue attenzioni alla prima ragazzina che le fa gli occhi dolci. E come faccia la suddetta ragazzina, a cui il depravato di-cui-sopra manda messaggi minatori, a non essere impegnata a temere per la propria vita ma ad innamorarsi della donna che era stata aggredita eccetera e a civettare flirtare fare sesso con lei, incurante di un assassino alle calcagna. So di essere una persona impressionabile e incline alla paura, ma penso che sia troppo per chiunque abbia un po’ di sale in zucca.
Ieri, per farmi perdonare la molesta presenza del buffo cane giallo, causa genitori partiti e palla al piede pelosa necessitante di un tetto, ho preparato una cheesecake alla fragola. Probabilmente poteva essere un filino più dolce, ma penso che non fosse troppo male.

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