Cose che mi piacciono (summer edition).

Le piantine di jalapeño che iniziano a crescere. Il bonsai di ulivo che ha messo le gemme. Dormire ancora sopra il lenzuolo. La scatola di cornetti Algida al caramello intonsa in freezer. La prospettiva di un secondo bagno a mare.

Il sole che tramonta prima delle otto. Stefano che usa il vasino e mi chiede aiuto per rivestirsi. Mangiare un panino con la bresaola per pranzo. Gli spaghetti alla chitarra con pesce san Pietro e mollica atturrata e pesto alla trapanese, e la serenità di un giovedì sera a Terrasini.

La mia bella che ha sviluppato una dipendenza dalle parole crociate. Comprare la Settimana enigmistica ogni venerdì e fare i cruciverba che a lei non piacciono. L’avocado non troppo maturo. La biscottiera nuova, anche se non riesco a svitare bene il coperchio.

Mohamed che ha fiducia in me, dice. I suoi cani che quando mi vedono scodinzolano. Il suo viso sorridente e finto-arrabbiato quando gli ho aggiustato la radio. Pensare che domani lo andrò a trovare e lui dirà ehiiii! e sarà contento, e anche io lo sarò.

La pasta con la zucchina lunga, quando non metto troppo peperoncino. Avere imparato tre espressioni romanesche nuove leggendo una graphic novel di Zerocalcare. Capo che mi dice L’esperta sei tu. I cracker salati con lo stracchino spalmato sopra, e magari anche una fetta di prosciutto crudo.

Poter annaffiare le piante una volta ogni due giorni. Il caffè con Masha ogni mattina, e il barista che prepara i due macchiati senza bisogno di chiederli. Il sole che bagna le basole di piazza San Francesco, a mezzogiorno, e taglia in due la facciata della chiesa. La coppetta al mango della gelateria dietro l’ufficio, ma anche quella vaniglia e cioccolato e quella stracciatella e fior di latte.

Mia madre che è andata a mare tre volte e ha fatto sempre il bagno. Mio padre che è riuscito a non scottarsi le spalle. Mohamed che mi dice piano di far sedere mia madre sulla sua sdraio. La mia bella quando strizza gli occhi per il sole e socchiude le palpebre e io penso che accidenti quanto è bella.

Camminare a piedi nudi sul pavimento caldo del balcone. La gonna jeans che mi entra di nuovo. Il profumo del basilico sulle mani. Le pesche gialle, le nocepesche, i pomodorini. La pasta con la crema di melanzane, quando mi viene bene. Lo sfincione bianco, che non avevo mai assaggiato.

Andare a comprare un libro da Sellerio. Andare a comprare un libro alla Feltrinelli e ricevere in omaggio due paia di infradito. Le patatine fritte con la fonduta di formaggio. La serata delle patatine fritte con la fonduta di formaggio e della cheesecake condivisa, ma anche quella della passeggiata in via Notarbartolo o del panino da Nashville o del cibo cinese da Asia.

Ricevere messaggi da un’amica che vuole bene a Mohamed anche se non lo conosce, ma conosce la mia ansia e il mio senso di colpa e non li maltratta. Rumen che ha paura degli esami e si nasconde dietro la mia scrivania. Rumen che mi fa correggere il tema e spera che mi piaccia. Rumen che mi abbraccia e non mi lascia più, anche se è più alto di me di un’intera testa. Dire ridendo a Rumen che adesso mi deve lasciare, che devo lavorare e lui deve pranzare e.

Il profumo dei biscotti Digestive, dolce e burroso e londinese. La pizza, quando è morbida e con molto basilico. I film di Verdone. Ripetere le battute di Mario Brega fino a non poterne più. Il tè tiepido e la tisana alla menta. Lo yogurt a colazione. Trovare ancora posto per la macchina vicino all’ufficio.

Quando qualcuno mi fa un complimento inatteso. Sapere che una persona ha comprato un libro perché gliel’ho consigliato io, anzi ne ha preso addirittura due copie. Quando qualcuno sorride e gli ridono gli occhi. Tuffarsi a mare saltellando sulle punte per il freddo. La doccia gelata alla spiaggia.

Quella volta che abbiamo visto i fuochi d’artificio e pioveva un po’. Nando che mi mette le zampe sulle spalle per la gioia. Il verde lucido delle foglie quando una talea mette radici. Quando hai confidenza con qualcuno e ti prende una mano. Quel paio di jeans che le sta così bene. L’odore di aghi di pino e polvere delle strade di Mondello.

Il weekend alle porte. Poter dormire un po’ di più. Leggere a letto col kindle. Pensare che le persone che amo stanno bene.

Mancano centoquindici giorni al Natale.

 

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