Cose che mi fanno star bene.

Un bicchiere di the freddo, preparato con cura certosina, facendo aromatizzare l’acqua con scorza di limone e una stecca di cannella e fettine di pesca ben matura e poi mettendo in infusione a freddo le bustine, e addolcendo, alla fine, con sciroppo di zucchero di canna. Un piatto di farfalle al salmone, saporito e pepato e piccantino e fragrante, condito da sorrisi e chiacchiere e calore e risate e improvvide richieste di far pipì, lì, subito. Una fetta di pizza croccante, una semplice focaccia con prosciutto e formaggio, un succo di frutta alla fragola. Un caffè macchiato, bevuto in piedi al bar sotto l’ufficio solo per ritagliarmi due minuti di pausa lontano dal pc.

Una telefonata, un messaggio, un invito. Un richiesta di vedersi, anche solo per mezz’ora o giù di lì.

Una buona notte di sonno, un risveglio sereno, percepire l’ansia che lentamente scivola via, come acqua tiepida nello scarico del lavandino mentre mi sciacquo i capelli. Un po’ di fiducia negli altri, la sensazione di potercela fare, dopotutto, e di poter delegare, ogni tanto. La sorpresa di una mano che all’improvviso si stringe, e lo splendido regalo di una carezza sulla guancia. La soddisfazione di aver strappato una risata di cuore, chissà come e perché, a una persona speciale.

Il fresco sui piedi, il sole che inonda la stanza; l’esplosione di uno scaldabagno nel momento più opportuno.

Trovare Ife ben sveglio e di buon umore, abbracciarlo di slancio, ricevere un complimento da lui, sei bellissima stasera, sei un dono del cielo. Mosca che si lascia carezzare senza ringhiare, Canepiccolo che mi morde con delicatezza, e il sorriso dolce e intenso di Ife che esplode nel momento in cui agito la mano, dall’estremità del marciapiede, e mi affretto a raggiungerlo.

Il mal di testa che si attenua. Un pezzo di pane caldo. Una passeggiata al parco, la domenica mattina.

Sentire suonare il campanello e correre alla porta e scoprire che una persona ha deciso di prestarmi due gialli, che probabilmente non mi piaceranno molto, ma magari invece sì, e comunque l’idea è stata dolce e inaspettata, e poi io adoro ricevere libri in prestito, e non avevo letto mai nulla di Ronan Bennett Zugzwang e Anne Perry, e Mossa obbligata e Il fiume mortale potrebbero anche essere due scoperte sorprendenti.

Qualcuno che mi chiede un consiglio, senza impegno. Poter chiedere un consiglio a qualcuno, senza impegno.

Trovare in tv una puntata di Una mamma per amica che non ricordo a memoria. Rileggere un vecchio libro, scoprendo tanti particolari che avevo dimenticato. Un qualsiasi episodio di Scrubs. Le cornici concentriche della Settimana Enigmistica. Sapere che presto uscirà un nuovo romanzo breve di Nick Hornby.

Continuare a coltivare, in maniera immotivata e astratta e svincolata dal reale, la speranza nel futuro.

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