Cose che mi annoiano.

Lavarmi i capelli. Asciugarmi i capelli. Non avere un libro da tenere sulle ginocchia mentre mi asciugo i capelli. I nodi nei capelli. Chi mi chiede per quale motivo non mi taglio i capelli. Tutti quelli che discutono di pettinature e tagli di capelli.

Dovermi giustificare per le mie scelte, le mie decisioni, le prese di posizione, il gusto di gelato da sorbire a fine pasto. Dovermi sentire in colpa per le mie scelte, le mie decisioni, le prese di posizione, il gusto di gelato da sorbire a fine pasto. Dover trovare motivazioni valide, spiegazioni comprensibili, scuse accettabili per le mie scelte, le mie decisioni, le prese di posizione, il gusto di gelato da sorbire a fine pasto.

Essere costretta a mentire. Non sentirmi capita. Chiedere scusa molte volte al giorno. Continuare a fare cose che mi costringono a chiedere scusa molte volte al giorno.

Chi mi parla mentre tento di concentrarmi su qualcosa. Chi mi costringe a tacere. Chi mi risponde male. Chi mi risponde male senza motivo. Chi mi chiede favori rognosi. Chi mi critica perché ho fatto un favore a qualcuno. Chi rifiuta di farmi un favore.

La Formula 1. Gli sport di squadra, ad eccezione della ginnastica artistica a squadre. I fumetti. I cruciverba troppo difficili o quelli in cui l’enigmista si è divertito a incrociare i nomi dei personaggi del Mahābhārata con quelli delle spezie che compongono il curry tipico del Kerala. I concerti, quando cantante e chitarrista si lanciano in apocalittici virtuosismi sogghignando e guardandosi in faccia e sembra che si stiano divertendo solo loro.

Guidare nel traffico. Nando che mi sveglia abbaiando alle sei. Non trovare al supermercato l’impasto per focaccia che desideravo tanto. Mio nonno che ripete per l’ennesima volta il racconto del suo concorso alle Ferrovie. Pensare che tra qualche anno avrò dimenticato la storia del concorso alle Ferrovie di mio nonno.

La maggior parte delle canzoni che sento alla radio. La maggior parte dei programmi televisivi. Che non sia ancora ricominciato Il ruggito del coniglio, ma che sia finito Techetechete’. I libri sciocchi, insulsi o ruffiani. La sensazione che molti libri siano stati scritti solo per far piacere all’editore. La sensazione che molti libri siano stati pubblicati solo per far piacere all’autore. La sensazione che in questi casi il lettore sia la persona meno considerata.

Il posteggiatore che mi smoccola dietro per due isolati per ottenere una moneta che non ho intenzione di dargli. Il caos del venerdì sera in centro. I gestori di locai del centro.

Sentire due persone cantare e pensare a quanto sarebbe piaciuto a Ife stare seduto al tavolo con noi.

In un periodo di letture svogliate e poco attente, sto provando a terminare Figuracce, antologia di racconti di autori italiani fighi o presunti tali. L’ho iniziato perché il primo racconto lo ha scritto Francesco Piccolo, e non è niente male. Gli altri, finora, mi hanno lasciata un po’ tiepida. Vedremo come si conclude.

 

 

4 thoughts on “Cose che mi annoiano.

  1. Ah, dimenticavo…metti la mano destra sulla spalla sinistra, poi la mano sinistra sulla spalla destra e stringi più che puoi…questo è il mio abbraccio per te!

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