Come leggere molti libri (ed essere felici).

Qualche giorno fa, un articolo su Internazionale forniva istruzioni per riuscire nell’intento di leggere una cinquantina di libri l’anno: uno a settimana, in sostanza. In periodi meno frenetici di questo – quelli, per intenderci, in cui non cerco di scorrere rapidamente due manoscritti in mezz’ora tenendoli in bilico sulle ginocchia, mentre con una mano mescolo il sugo di pomodori olive capperi scorza di limone e maggiorana e con l’altra reggo l’asciugacapelli – era per me una media assolutamente abbordabile; leggevo quattro-cinque libri al mese, cercando di alternare gialli e non-gialli per non trovarmi con Miss Marple, Nero Wolfe e il commissario Montalbano a sgomitare per dare la caccia allo stesso ladro. Avevo anche io trucchi salva-tempo ed escamotage da sfruttare nei momenti di crisi; eccone un po’.

  1. Mai leggere libri troppo lunghi
    Il ritmo giusto per un libro è quello che mi permette di leggere non meno di cinquanta pagine al giorno; dato che non amo dedicarmi troppo a lungo a qualcosa, di solito non prendo neanche in considerazione i libri che superano le 250-300 pagine. Cinque/sei giorni sono più che sufficienti per entrare e uscire da una storia.
  1. La tua saga del cuore ti aiuterà a risparmiare tempo

    Per me sono i libri di Camilleri, quelli di Antonio Manzini o Marco Malvaldi: i romanzi taglia-giorni, quelli che faccio fuori in quarantotto-settantadue ore e mi regalano tempo in più da dedicare al romanzo successivo (che è lunghetto, o ostico, o complesso, ma inspiegabilmente ho deciso di leggerlo lo stesso).

  1. Leggi sempre, ovunque, comunque

    Se leggi solo a letto, o solo sul divano dopo pranzo, a meno che tu non sia molto rapido non riuscirai a macinare più di poche pagine al giorno; l’unica soluzione è sfruttare i ritagli di tempo: l’acqua per la doccia si sta scaldando? Puoi leggere un paragrafo. Sei in fila alla Posta? Puoi fare un saluto a Poirot. Leggi dal mattino: non c’è niente di più bello di fare colazione con i personaggi che ti hanno dato la buona notte qualche ora fa.

  2. Il libro giusto ha la forma e le dimensioni giuste
    Per trovare posto nella tasca della vestaglia, ad esempio, e rimanere a portata di mano per l’intera mattina. O per farsi riporre in borsa, o nel vano portaoggetti del cruscotto, o nel carrello della spesa. Il libro giusto non sta mai a più di un metro da te.

  3. Abbandona senza pietà
    Non ho pazienza, e meno che mai accetto di annoiarmi: per cui, qualsiasi romanzo impieghi più di cinquanta pagine per decollare, per me è fuori; posso provare a dargli una seconda, o terza, possibilità, nei giorni successivi: se continua a non prendermi, abbiamo chiuso. Lo scambierò su Anobii, lo presterò a qualcuno a cui possa piacere, lo riporrò in attesa di tempi migliori, ma non permetterò che mi faccia perd
    ere tempo né che mi tedi un minuto di più.

  4. Non trascurare i racconti
    Sono brevi, concisi, di solito hanno un ritmo brillante: non cassare senza ritegno le raccolte di racconti. Sono la lettura perfetta da sbocconcellare quando hai poco tempo e non puoi riprendere in mano la storia senza perderti qualcosa ad ogni pausa.

  5. Due libri sono meglio di uno
    Ogni libro ha un orario giusto per sé: di solito, quello che mi accompagna a letto e mi augura la buona giornata il mattino dopo è carezzevole, delicato, poco spaventoso; quello che mi tiene compagnia dopo pranzo e mi aiuta a preparare la cena è robusto, intenso, di carattere. Meglio leggere due libri in dieci giorni, che forzare uno solo ad adattarsi ad ogni ora.

  6. Pianifica la lettura

    Quando mi accingevo a prendere in mano Le correzioni di Franzen, una collega ha rischiato di vanificare le mie buone intenzioni con la frase ho impiegato due mesi a finirlo. Ora, io non ho voglia di fare nulla per due mesi di fila. Ho pianificato, dunque, la lettura: ho deciso in anticipo quante pagine trangugiare al giorno, e mi sono sforzata di non farmi sconti. Leggere molto è come fare ginnastica, richiede allenamento: Le correzioni mi è piaciuto tantissimo, e cinque giorni erano più che sufficienti.

  7. Goditela
    Leggere è un piacere, è la via di fuga da giornate stressanti e discussioni spiacevoli, è l’antidoto perfetto alla noia. Immergiti in una storia, a capofitto: prendi la rincorsa, turati il naso e vai. Sarà stupendo, e se dovesse andar male, basta cambiare libro.

 

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