Come comprare molti libri in un week-end e non sentirsi in colpa

È passata una settimana da Una marina di libri, e mi sembra già un evento lontanissimo, entrato nella mia piccola banale storia personale, un ricordo di quelli che ripieghi e arrotoli con attenzione e riponi sul piano di un armadio e ogni tanto tiri fuori e sorridi e pensi ma davvero ero lì?, e ti stupisci, sempre.
Sabato scorso a quest’ora zampettavo contenta per il chiostro, chiedendo agli editori se avessero bisogno di me – per cosa non è chiaro – e sbocconcellando con calcolato anticipo un panino bresaolarucolaescagliedigrana dal prezzo spropositato in attesa dell’inizio del concerto. Ero stanca – molto, ma non quanto un anno fa – contenta, sorridente, soddisfatta. È stato un bel fine settimana, intenso e movimentato, complesso, emozionante. L’ho mandato giù in un sorso, trattenendo il fiato e sperando di conservare il sapore in bocca, a lungo. È stato diverso dall’anno scorso: più consapevolezza, un pizzico di responsabilità, più tempo e cura. Ero anche più preparata: sapevo cosa aspettarmi, come far fronte agli imprevisti, cosa evitare: di restare digiuna per troppe ore di seguito, di isolarmi in qualche sperduta sala fuori mano, di perdere di vista i diciotto ragazzi che ci hanno aiutato a far funzionare la manifestazione. Ho tentato di non dimenticare nulla: ho scritto per giorni laboriosi appunti con turni e numeri di telefono che sono stata ben lieta di smarrire quando, proditoriamente avvertita che Cisco stava provando Ebano, con la chitarra che gli avevo procurato (e che ha odiato), accaldato e sudato su un palco vuoto, mi sono pre
cipitata ad ascoltare, seduta da sola in prima fila alle quattro del pomeriggio.
Sono riuscita, questa volta, anche a fare una buona scorta di libri: girando tra i cinquanta stand con metodo, appuntandomi mentalmente prezzi e titoli, contrattando e lamentandomi e rilanciando – ma uno sconto espositori non c’è? – tornando a prenderli l’ultimo giorno, contando sul fatto che, pur di non impacchettare un titolo in più, avrei avuto un be
l ribasso sul prezzo: previsione puntualmente confermata. Alla fine, ho portato via soltanto tre libri minimum fax (100 micron di Marta Baiocchi, che ho iniziato e che ricorda moltissimo Andrea De Carlo, nello stile, Per grazia ricevuta di Valeria Ferrante e Scrivere è un tic di Francesco Piccolo, libro che leggerò per ultimo perché, chiaramente, il boccone migliore), e per farmi fare un pidocchioso 15% di sconto ho dovuto penare. Dal banco bookshop ho preso Spaesamento di Giorgio Vasta, da Aìsara, giovane e bellissima casa editrice sarda, solo Il buon dio se ne frega di André Héléna, e sì che ne avrei voluti molto di più, ma. Ho preso praticamente l’opera omnia di Vittorio Lingiardi, per farne un dono spero gradito, e ho prestato il mio tesserino staff perché il 20% offerto da Round Robin diventasse un 30%. Infine, all’una di notte di domenica, mentre smontava affannosamente il tavolo, sono riuscita a spillare all’uomo che stava dietro al cavaliere con la scritta Sellerio Gli scheletri nell’armadio di Francesco Recami: a 10 euro anziché 14, perché sicuramente non sarà il migliore di Recami e perché, pur di farmi stare zitta, mi avrebbe anche regalato tutto, ecco. Infine, i vicini di stand sono passati a lasciare qualche libro in dono: Dove eravamo, omaggiato dai ragazzi di Caracò, e poi un testo di storia della Sicilia da quelli di Istituto Poligrafico Europeo, che in più mi hanno allungato anche una Costituzione, perché sai, oggi più che mai serve. Per qualche mese non comprerò altri libri, lo giuro.

Ho promesso di aggiungere una ricetta a questo post. Qualcosa che vada bene col caldo, che non richieda una lunghissima preparazione, qualcosa di gustoso e sfizioso e semplice: i tortini affumicati di melanzane, ad esempio. Grigliate delle fette di melanzana nera e delle grosse fette di pomodoro per insalata, panate degli stampini monoporzione e sistemate all’interno gli ingredienti sovrapposti e intervallati da fette di scamorza affumicata. Passate in forno per pochi minuti e servite con un pesto leggero di basilico e mandorle e con uno più saporito di pomodori secchi emulsionati con poco olio e qualche goccia di limone. Sapori d’estate.

2 thoughts on “Come comprare molti libri in un week-end e non sentirsi in colpa

  1. ti invidio l’ esperienza e la scorta di carta stampata. ma soprattutto ti invidio l’ entusiasmo e la forza per aver permesso che tutto ciò avvenisse.

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