Chef da notte

Non sempre è facile, prender sonno. Ci sono notti in cui anche addormentarsi richiede un certo impegno. Staccare la spina, mandar via i pensieri, cercare di concentrarsi nel visualizzare immagini positive, una spiaggia dorata, mare turchino, il garzone del fruttivendolo in shorts sfrangiati di jeans e maglietta nera sbiadita con le maniche tagliate che si spalma i bicipiti di lozione al cocco; tutto inutile, tempo sprecato, ansia a mille, sensazioni emozioni sentimenti fuori giri.

Ci sono notti in cui tutto diventa fastidioso, opprimente, troppo caldo, poche coperte, rumori improvvisi, silenzio pesante; le cifre digitali rosse della sveglia che cambiano a ritmo rallentato, il cuore che martella, le orecchie che ronzano, le gambe che fremono, le idee che scappano: sono piene di questo, quelle notti.

Ci sono notti in cui avere in casa il televisore è una benedizione. Allora, in mezzo a lezioni di analisi matematica e vendite all’asta di tappeti, incastrati tra maghi e dibattiti sulla riforma finanziaria, in TV ci sono i cuochi. Ad orari antelucani, su tutti i canali, c’è sempre qualcuno con una pentola in mano. Miriadi di ricette, dolci risotti timballi fritture, da mezzanotte in poi, salsa barbecue pastiere sushi tacos a ciclo continuo, chef giovani vecchi italiani stranieri che continuano a sminuzzare amalgamare montare soffriggere trifolare schiumare omogeneizzare mondare giorno e notte e giorno e notte. Notte.

Piatti da conforto, dicevamo qualche settimana fa. Cuochi-anti-insonnia, aggiungiamo oggi. Voci calde e attente, serie e misurate, coinvolte ma mai sopra le righe, rassicuranti, una ricetta per tutto, mal d’amore, lavoro che non soddisfa, figli esigenti, marito distratto, genitori pressanti. Seguite le istruzioni, amici telespettatori. Appuntate la ricetta. Segnate le dosi.

Ci sono notti in cui un libro sul comodino non è abbastanza. Notti in cui anche un capolavoro come Il buio oltre la siepe, l’unico romanzo scritto da Harper Lee, amica e compagna di giochi di Truman Capote, non riesce a farci scivolare lentamente e con cautela tra le braccia di Morfeo. Notti in cui neanche le parole di Atticus, i giochi di Scout, la signorilità di Jem riescono a trasmettere serenità. Sono quelle, le notti da cuochi e ricette, da padelle e taglieri, da quantità e disposizioni, da tazze dosatrici e bilance.

Le notti in cui non chiudi occhio sono quelle in cui ringrazi i cuochi telegenici, quelli che ti dettano la ricetta della ganache di cioccolato nero insieme a quella della serenità. Grazie mille, allora, a tutti gli chef che vanno in onda in qualsiasi momento della nottata per spiegare come preparare una marinata calda al lime e zenzero per il filetto di branzino, per brandire una wok, per sfilettare un sarago, per ricordarti che anche se tutto nella tua vita sta andando fuori binario, su qualcosa puoi mantenere il controllo. Respira con cautela, segui la ricetta, sbatti trita impasta, non perdere di vista il risultato. Funziona in cucina, e a volte anche nella vita.

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