Cattivi pensieri di Natale

Di solito mi piacciono molto, i libri Sellerio, si sa. Amo il loro formato tascabile, dalle dimensioni perfette per la lettura a letto, su un fianco, con il pollice tra le pagine e il semi-labrador sui piedi, e molto sonno e gli occhi quasi-chiusi ma ancora una pagina; amo la carta Roma, le copertine riconoscibili e semplici, pulite, essenziali, amo quella macchia di blu scuro che producono le loro costine allineate sui miei scaffali, bassette e uniformi, discrete. Amo le scelte che compiono, da quella dei titoli e degli autori, a quella di ri-pubblicare libri a cui sono affezionata, come Il nodo e il chiodo o L’affaire Moro, con copertine diverse e misure da tasca della vestaglia e le stesse parole forti intense dentro.

Proprio per questo, quando ho preso in libreria – gesto rapido e risoluto nel timore di un ripensamento dettato da sciocchi puerili sensi di colpa e immagini auto-prodotte di pile traballanti di libri che franano dal comodino alla cuccia dell’amato quadrupede – Un Natale in giallo, ero colma di buoni auspici: sono uscita dal negozio con un sapore dolce-confortante in bocca e un sorrisetto compiaciuto sulle labbra che ha fatto in modo che il bulletto in divisa da forse del (dis)ordine private a guardia del centro commerciale mi guardasse sospettoso e pronto ad evocare metaforici tintinnii di manette; inoltre, i sette autori, Gian Mauro Costa, Carlo Flamigni, Alicia Giménez-Bartlett, Marco Malvaldi, Ben Pastor, Santo Piazzese, Francesco Recami, mi piacciono – con sfumature che vanno dall’applauso entusiasta al mezzo sorriso volenteroso, certo. Purtroppo, le mie aspettative sono state deluse: il libro, che certo non è da buttar via, non è neanche un granché. Eccheccavolo.

Gli autori, tranne Costa e Piazzese, sembrano genericamente a disagio: come costretti a tirar fuori un raccontino giallo (che poi, nella maggior parte dei casi, giallo un paio di palle, eh) al solo scopo di inserirlo in questa raccolta. Sembra in panico, subito, Recami: e sì che è uno scrittore che amo, ma il giallo non è esattamente il suo genere, sebbene si ostini a scriverne; il suo racconto, proditoriamente inserito per primo, gira intorno al cortile della casa di ringhiera senza approdare a nulla. Alicia Giménez-Bartlett, dal canto suo, sembra troppo impegnata a spiegare chi siano Petra e Fermín e quanto odino il Natale per ipotizzare di imbastire una trama; banale, prevedibile, scontato. Piazzese, invece, tira fuori un qualcosa di gradevole, e vabbe’ che ci ha messo dieci anni per tornare a scrivere: un raccontino equilibrato e strutturato e un protagonista che, dall’ultima ‘comparsa’, sembra maturato: ha smesso di andare dietro alle gonnelle di biondine americane di nome Darline, ed è già qualcosa. Anche Costa se la cava egregiamente: il suo Enzo Baiamonte, malinconico e complesso, giganteggia per ironia e spessore sugli altri personaggi. Malvaldi sembra rifugiarsi nel dialetto e nelle solite ciance dei vecchietti del BarLume per pura mancanza di idee, e tira fuori uno svarione clamoroso proprio sulle sue amate carte da gioco; una di quelle cose che mi fanno digrignare i denti per la rabbia: è mai possibile che nessuno, un amico, un parente, non dico addirittura un editor, se ne sia accorto? Ma dai, un po’ di rispetto. Flamigni propone una storiella priva di consistenza, inutile, imbarazzante; quella di Pastor è monocorde e grigia, insapore, di una noia bianco-lattiginoso che lascia stremati.

Il mio amore per Sellerio ha subito un drastico ridimensionamento: va bene, il libro niente-di-che può capitare, ma l’impressione generale è di un escamotage commerciale un po’ troppo smaccato: la prossima volta dateci l’iban e vi mandiamo i soldi, ma evitate di ammannirci schifezze, plis.

Per correttezza, specifico che questo post nasce come re-impasto della recensione al libro che ho scritto per il sito www.temperamente.it

 

6 thoughts on “Cattivi pensieri di Natale

  1. stavolta mi hai spiazzato. non credevo che ci fosse già… non ci speravo. il libro non lo conosco e eviterò di prenderlo, tanto a me non piacciono i racconti. buon…a domenica.

    1. ehi, mi ero preaprata in anticipo… giornate che sono, il tempo è poco. un bacio, e buon natale

  2. E dire che occhieggiando le vetrine della libreria posta a guardia della feriale fermata del pullman aziendale m’era aumentata la salivazione vedendo la copertina di questo libro… sono indecisa se prenderlo comunque (Piazzese-Costa-Malvaldi, come potrei rinunciare a loro?) oppure… boh! Sono reduce dalla lettura de “Il silenzio dell’onda” e Carofiglio mi piace sempre di più!!!
    Peccato non essermi portata dietro (a Palermo, intendo) Lessico Famigliare: trovo sia un periodo perfetto per (ri)leggerlo, mi ha messo molta allegria la prima volta.
    Ma… la ricetta? 😀

    1. se vuoi conservare un buon ricordo di malvaldi, lascia perdere: questo racconto è imbarazzante. costa e piazzese, invece, sono i migliori della muzziata. quanto alla ricetta, vediamo. provo a rimediare!

  3. torta di riso soffiato e mars
    1 scatola di riso soffiato (375gr.) – 9 mars – 120gr. di burro
    Mettere i mars e il burro in una pentola alta sul fuoco piccolo al minimo
    Far sciogliere bene fino ad ottenere una specie di nutella
    Versarci dentro l’intera busta di riso soffiato
    Mescolare bene, sempre a fuoco minimo, dal basso verso l’alto in modo da amalgamare bene il compostoVersare ora in una tortiera e con il batticarne battere bene, prima vicino i bordi, si alzerà il centro ma non importa, poi battere nel centro cercando anche di livellare la torta. Non abbiate timore a pressare col batticarne! Più si pressa e meglio si compatta!
    Una volta pressata bene mettere in frigo, al momento di servire rovesciare su un vassoio da dolci
    questo è per il post della settimana scorsa. me la ricordo buona, non so adesso.

    1. allora, rimedio alla mancanza di ricette di questa settimana con i dolcetti di riso soffiato che mi piacciono tanto. sciogliere a bagnomaria il cioccolato, versare a pioggia il riso soffiato, mescolare con cura e disporre a cucchiaiate nei pirottini. far freddare e servire. si possono fare con tipi diversi di cioccolato (il classico tris latte, fondente, bianco) e guarnire con frutta secca. ottimi e rapiddisimi. quanto alla torta di mars, mi lecco le labbra: io adoro il caramello! la farò quanto prima. baci, e grazie

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