Buona Pasqua a (quasi) tutti

A chi ci crede. A chi non ci crede, ma tiene alle tradizioni o semplicemente è felice di passare una domenica diversa, capretto al forno patate e cassata invece della solita pasta al sugo. A chi aspetta Pasquetta per fare una gita, a chi la aspetta per poter dormire un po’ di più, a chi a Pasquetta lavorerà (e sono tanti, non solo gli stracitati commessi dei centri commerciali, ma anche medici infermieri inservienti barellieri e ambulanzieri, poliziotti vigili urbani e caramba, baristi pasticcieri gelatai e panettieri, camerieri cuochi e sguatteri di cucina, maschere e cassieri di cinema e teatri, tassisti e conducenti di autobus e metro, personale viaggiante e non di aerei treni e navi, attori ballerini coreografi e addetti alle luci, sacerdoti casellanti lavavetri e giornalisti), a chi non ha un lavoro, a chi lo cerca da troppo tempo. A chi è stanco, a chi vorrebbe staccare, a chi vorrebbe cambiare. A chi non spera più di riuscire a cambiare.
A chi non si lamenta troppo, a chi non critica tutto indiscriminatamente, a chi prova a riflettere. A chi cerca di non giudicare, a chi prova empatia, a chi fa un sorriso. Alle persone che mi hanno chiesto notizie del semi-labrador, a chi pensa a lui con forza per tentare di fargli mangiare la pappa, a chi mi dà consigli, a chi mi chiede se me la sento di parlare al telefono, a chi mi chiama per scusarsi senza aver colpa; a chi mi offre un abbraccio, a chi prova ad indicarmi una strada, a chi sorride dei suoi progressi. A chi mi spedisce, in una busta con un libro e una lettera e il disegno di una bambina, tutto l’affetto che solo la vera amicizia e un grande cuore sanno creare. A chi in ufficio mi fa una carezza, a chi prova a scherzarci su e mi dice che dai, non far così: anche io, in fondo, sono iperteso come lui. A Ife che tenta di mettere in campo le sue doti mediche, e che mi prende le mani per sapere se sono ancora fredde, e per dirmi che tutto si sistemerà: le mani sono normali, ora, basta non bere troppo caffè e fare attenzione ai politici che ci spiano e alle bombe in Afghanistan.
A chi scrive belle parole, a chi ha pensieri soavi e rilassanti e utili e appaganti, a chi non urla, a chi non strepita, a chi non si impone. A chi, con atto di responsabilità, decide di non dimettersi. A chi si impegna per costruire e non solo per buttare giù, a chi persegue un fine, a chi difende i colleghi meno forti, a chi si assume l’onere delle decisioni, a chi non considera il femminismo una questione altro-da-noi, a chi non si interessa esclusivamente dei millimetrici spostamenti della propria anima. A chi guarda oltre il proprio giardino, a chi non parla (e non scrive su Fb, diobbuòno) solo di cosa ha indossato/bevuto/mangiato nelle ultime ore, a chi si accorge se manca qualcuno. A chi ha coraggio, a chi non ce lo ha e lo cerca.
In questo momento complicato, leggere mi sembra una fatica immane: ed è la prima volta, nella mia vita, che non trovo un libro che mi faccia da coperta di Linus. Ho scoperto per caso che, tra i miei scaffali, ci sono cinque o sei libri di Banana Yoshimoto che avevo comprato e sfogliato e messo da parte: e forse le atmosfere rarefatte, le storie semplici e piane e il linguaggio quasi essenziale della Yoshimoto possono essere un gradevole riempitivo tra una somministrazione di pillole al semi-labrador e l’altra. Oltre, ovviamente, a La morte è giovane di Rita Gatto, il romanzo che ha attraversato l’Italia per portarmi l’abbraccio della Mate: lo inizierò presto, ma già so che avrà sempre un posto speciale nel mio cuore.
In questo post c’è una citazione quasi-letterale da un libro molto noto: chi la individua vince un bonus.

5 thoughts on “Buona Pasqua a (quasi) tutti

  1. lo sai che non sono brava nel trovare le citazioni, a meno che non le abbia citate anche io.
    ma il bonus lo VOGLIO anche la settimana prossima.

    1. puoi averne quanti vuoi, mate bella. a te la scelta! la citazione è tratta da un libro famoso, sono sicura che lo hai letto 😛

  2. La sensibilità è sempre stato per me uno dei criteri di scelta delle persone da tenere in considerazione. Ho imparato che la vicinanza di qualcuno ci fa bene. E io voglio dirti in quest’occasione che ti sono vicina. Auguri. =)

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