Audiolibri mon amour.

Sono una persona pigra e abitudinaria. Non mi piace posteggiare qualche metro più in là del solito, né scendere a prendere il caffè al bar mentre sono in ufficio, e neppure alzarmi a versare un bicchiere di acqua fresca in un pomeriggio afoso o cambiare stazione alla radio. Con la radio, da settembre a giugno me la cavo senza problemi: la programmazione di radio 2 è gradevole, con punte di estrema piacevolezza al mattino e di noia insensata all’ora di cena – ma chi se ne frega di sentire parlare per due ore di vino, accidenti? D’estate il discorso cambia, e io sbuffo e mi lagno molto. Per questo motivo, domenica scorsa, dato che c’erano circa settecento gradi all’ombra e prevedevo di dover guidare per un bel po’, ho forzato la mia indolenza e ho cercato qualcosa da fare in auto senza incorrere in sanzioni amministrative; scartate, nell’ordine, una partita a Candy Crush Soda, una telefonata alla maestra e la preparazione delle polpette per cena, ho ripiegato su un audiolibro. Il concetto sembrava semplice: mi piace leggere, non posso farlo mentre guido, l’unica soluzione è qualcuno che lo faccia per me. Mentre già disperavo, non sapendo come procurarmi un audiolibro e ipotizzando costosi acquisti e scomodi cd da lasciare nel vano portaoggetti, mi sono imbattuta nel sito di Ad alta voce, un programma di radio 3 dal sapore vagamente rétro, che ovviamente sconoscevo. La struttura è lineare: non c’è altro che una persona che, per una ventina di minuti, legge (meglio, recita) un libro. Una straordinaria casualità ha fatto in modo che, vista la coincidenza con il centenario della nascita di Natalia Ginzburg, il libro che stavano leggendo fosse Le voci della sera. Urlare di gioia, battere i piedi e scaricare i podcast è stato tutt’uno. Ho passato un paio di giorni a raccontare a chiunque mi venisse a tiro – il salumiere non è sembrato molto interessato, ma sono sicura che fingeva – l’enorme fortuna che ho avuto: proprio la mia scrittrice preferita, proprio il mio libro preferito – Le piccole virtù lo stanno leggendo da lunedì scorso -, tutto sul mio smartphone mentre vado al lavoro, trallallà: praticamente un sogno. Mi chiedo come ho fatto, fino ad ora, a vivere senza audiolibri: ma sono sicura che non ne farò più a meno.

Oggi ho scoperto, e mi spiace molto, che in alcune parti d’Italia non è semplice trovare alici o sarde fresche. A Palermo, invece, qualsiasi pescivendolo le espone: a ottimo prezzo, spesso già pulite. A me piacciono molto: sono economiche, gustose e molto versatili. La migliore ricetta che le vede protagoniste, è inutile dirlo, è quella delle sarde allinguate: passate nella semola di grano duro e fritte, da mangiare bollenti e croccanti. Una valida alternativa estiva, però, è il timballo: sarde o alici fresche, disposte in una teglia dopo averle passate nel pangrattato aromatizzato con basilico, timo e menta. Una deliziosa variante prevede foglie di lattuga tra i diversi strati di pesce. Da provare.

2 thoughts on “Audiolibri mon amour.

  1. Non è nuova la prassi del “reading” in radio: c’erano voci “storiche” – Nando Gazzolo, Arnoldo Foa, Vannucchi (non ricordo il nome) – che rendevano molto suggestive queste letture

    1. eh, ma lo so bene: solo, la possibilità di scaricare i podcast rende molto più comoda la fruizione 🙂

Leave a Reply to Gaetano Mistretta Cancel reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *