A te.

A te che ami il mare, la montagna, i paesini e le grandi città: e delle onde del mare hai la costanza e la tenacia e la resilienza, dei sentieri di montagna l’affidabilità, delle stradine di paese l’ombra rassicurante e buona e i sorrisi a ogni angolo, dei parchi di città la capacità di non arrenderti e far fiorire anche una striscia di cemento.

A te che preferisci tacere piuttosto che dire una parola di troppo: e che in una giornata dici poche parole, ma sono quelle giuste e non ne servono altre.

A te, che quando ho l’ansia mi abbracci molto forte. A te, che quando hai l’ansia non me lo dici per proteggermi.

A te che hai visto più film di quanti ne siano stati girati: e che ogni domenica mi fai impazzire per cercare un film che sia leggero ma non troppo, divertente ma non troppo, profondo ma non troppo, già visto ma non troppe volte, italiano ma anche straniero e antico ma appena uscito, in cui ci sia quell’attore lì che ha fatto quell’altro film con l’attrice che non mi ricordo, ma se fosse di Verdone sarebbe anche meglio.

A te che quando sorridi mi sciogli il cuore: e che quando sorridi non te ne accorgi sempre, ma a volte ti passa sul viso la luce di un pensiero felice e si lascia dietro una traccia di sorriso agli angoli della bocca, come un sapore dolcedelicato alla fine di un pezzo di pane.

A te, che hai idee chiare e belle e giuste, e non cerchi mai di imporle.

A te che ami la musica e quando suoni la chitarra sei più bella che mai: e intrecci le gambe e chini la testa di lato e non trovi il plettro e la chitarra è accordata male ma va bene lo stesso, e la tua voce è calda e avvolgente e calma.

A te che dici è squisito davanti a un piatto di pasta al pomodoro e che sei felice se a cena prendiamo il pollo arrosto; che non ti lamenti se invece del condizionatore abbiamo un ventilatore su un tavolino dell’ikea, e se il sabato sera mangiamo la pizza di Peco’s sui tavolini di plastica scoloriti.

A te che passi il pomeriggio da Mohamed senza battere ciglio, e gli vai a prendere il caffè e torni con il bicchierino bollente tra le mani; a te che lasci sempre a casa l’accendino, che d’inverno dimentichi la sciarpa e d’estate gli occhiali da sole.

A te che hai pazienza e fiducia, che sei puntuale e attenta, che sei curiosa ma non morbosa; a te che ascolti e non dai consigli, che sai sempre ribaltare il punto di vista, che dai una seconda occasione, e poi una terza e una quarta, anche a chi non meritava nemmeno la prima.

A te che hai attraversato tante difficoltà e le hai superate e messe da parte, ne hai tratto esperienza. A te che non pensavi che ce l’avresti fatta, e in vece ce l’hai fatta. A te che hai saputo sorridere nei momenti faticosi, per non spaventarmi, per non spaventarti.

A te che giochi con Nando e con Lorenzo con lo stesso entusiasmo.

A te che avresti accettato di prendere un criceto per farmi contenta, anche se a te i criceti non piacciono.

A te che quando ti annoi non lo fai pesare. A te che quando sei felice lo dici, perché la noia è contagiosa, ma anche la felicità lo è.

A te, che sei meravigliosa e brilli. Buon compleanno, amore mio.

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