QV su Esbat, di Lara Manni

Esbat1 – Riassumi in due righe (al massimo) il contenuto del tuo romanzo.

Due donne: una cinquantenne e un’adolescente. Due modi di desiderare. Due mondi che vengono in contatto. Un demone. La morte.

2 – Descrivi il personaggio di questo romanzo per te più importante.

Sono due, in realtà. La Sensei, che ne è la protagonista, e il demone Hyoutsuki. Tutti e due, l’umana e la creatura semidivina, sono costretti a confrontarsi con lo stesso tema: il desiderio e il mutamento. Tutti e due intraprendono un cammino che li cambierà profondamente.

3 – Quale legame c’è tra questa storia e l’attualità italiana?

La banalizzazione del desiderare: l’adolescente Ivy e le sue amiche, e la sua stessa madre, vivono in un mondo – il nostro – che riduce il desiderio alla ghiottoneria di un istante, trasformandolo in format destinato ad essere consumato rapidamente. Il desiderio è trasformazione, e dunque caos. Il caos è la nostra paura più grande. Ed è la forza che muove i mondi.

4 – Qual è l’atteggiamento migliore che il lettore può assumere prima di cominciarne la lettura?

Non pensare che sia un romanzo sui manga. Non pensare che sia un paranormal romance. Non pensare che sia nato per infilarsi nella moda per adolescenti.

5 – In riferimento al romanzo nella sua complessità, in cosa ti riconosci e in cosa, invece, non ti riconosci?

Mi riconosco in tutte le sue parti. Anche se, come spesso avviene, a tre anni di distanza lo scriverei in un altro modo.

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