Milo, football crazy (e alcune pallottole)

È la prima volta che ospito l’intervento di un collega. Franco Foschi è rimasto così colpito dall’e-book “Milo” di Massimo Vaggi, che mi è sembrato giusto che fosse lui a parlarne:

Nell’ottica di capire almeno un pochino come va il mondo, oramai si sa cosa non è utile: il 90% della televisione, il 90% dei giornali, e più o meno il 90% di tutti i media. Ma un romanzo… Quante cose si possono dire in un romanzo che nessun media ti lascerebbe nemmeno sussurrare. In quali realtà o fantasia ci si può inoltrare senza il bisogno di mediare, di soppesare, di essere prudenti… Oggi forse il romanzo è il media, l’unico strumento che può godere di una certa libertà, l’unico per esempio che può parlare della vita a partire da qualsiasi punto di partenza (l’autore desideri), e non necessariamente dagli standard che riguardano l’impero della comunicazione. Forse una parziale eccezione alla ottusità dei media è rappresentata da internet e dalla sua velocità – e guarda caso si cominciano a leggere e-book, come quello di cui vogliamo parlare. Un’esperienza interessante di libertà e intelligenza, far collimare la rete e la narrativa, destinata a strappare coi denti un po’ di spazio a favore del senso (e della sua ricerca) più che del glamour.“Milo”, il romanzo di Massimo Vaggi uscito per la collana e-book di GEMS, il gruppo editoriale Mauri-Spagnol (Guanda, Longanesi ecc.), attraverso la sua sigla editoriale in rete www.ioscrittore.it , è il tipico romanzo che punzecchia i cervelli e scalda i cuori. Narra del delirio disumano della guerra, in questo caso quella sin troppo taciuta di Bosnia, e della passione umana per il calcio – il calcio, durante la guerra un’oasi di sopravvivenza, direi quasi un interesse esistenziale, e una strada per l’astrazione dagli orrori. Milo è il gradevolissimo non-eroe di Vaggi, un portiere nato, dal talento impressionante, destinato a un futuro roseo tra i pali di chissà quale famoso club. Ma c’è la guerra, e bisogna andare ad allenarsi sfuggendo ai cecchini, e c’è pure la guerra in casa, dove è così difficile armonizzare le menti, tra persone chesi amano – molto più difficile che tra estranei, paradossalmente. Vaggi ci porta permano in questo territorio oscillante tra il pubblico e il privato con grande delicatezza,con un robusto senso di cosa è civile e cosa incivile, con la passione per le storie, e con una conoscenza netta di come spesso la vita è: tragica e divertente. Ci regala quindi, col suo andamento lineare ed elegante, un tuffo nella conoscenza/coscienza scevro da sentimentalismo, retorica, militanza, a favore della bellezza pura che rappresenta una storia scritta bene, con bei personaggi, e che narra le tragedie di questo mondo con l’intento di indurre a pensare, sì, ma senza mezzucci ampollosi o facili espedienti drammatici. Un gran bel romanzo civile, ma soprattutto un gran bel romanzo e basta. Scaricatelo, non rimarrete delusi.

Franco Foschi

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One Response to Milo, football crazy (e alcune pallottole)

  1. Glauco says:

    Uff… ebook protetto da DRM di Adobe. Il mio lettore di ebook non li supporta. Mannaggia a loro!

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