Ho sentito dire che qualcuno voleva trarre un film dal tuo romanzo, è un progetto ancora in piedi o non andrà in porto? Se così fosse mi dispiacerebbe molto, alcune pagine del tuo libro sono già scene da film… penso alla caccia che mi ha subito fatto pensare a “Gli uccelli”.
“Chissà… per il momento è fermo ai blocchi di partenza. Condivido il tuo dispiacere, penso anch’io che si potrebbe trarne un bel film, il mio stile di scrittura è molto “visivo”. Chi vivrà vedrà…”
Nel romanzo la tua scrittura è semplice, lineare, quasi colloquiale (e a mio parere è un pregio, in questo caso, e non indice di banalità o di sciatteria), nei racconti che pubblichi sul tuo blog la scrittura è più cattiva e i personaggi sono variegati e assai lontani dal tuo modo di essere. Come se nel romanzo fosse Mario a descrivere, anche se con la maschera del tuo alter ego Nanni, nei racconti invece esplori le diverse caratteristiche dell’animo umano, ma come un entomologo… è forse un caso di sdoppiamento di personalità?
“Bella domanda. Credo che lo stile vada adattato all’argomento che tratti, all’ambientazione, ai personaggi… l’originalità e la “bravura” dello scrittore, secondo me, si manifesta proprio nel non far notare il lavoro di costruzione ed elaborazione dei contenuti e dello stile che è celato dietro le pagine, il lettore deve provare il puro piacere di leggere, non la fatica di sforzarsi di capire cosa lo scrittore intendesse dire… rimando alla fondamentale lettura del saggio di Italo Calvino “Le sei lezioni americane” Soprattutto la lezione che tratta della “leggerezza” nello scrivere.”
Ultima, la domanda solita. Ti senti più un grafico pubblicitario prestato alla scrittura o uno scrittore prestato alla grafica?
“Suppongo non mi si pigli in nessuno dei due campi
Grazie per le domande
”
Grazie Mario e aspettiamo il tuo prossimo libro! Alla prossima!








